SAN CASCIANO-GREVE IN CHIANTI – Una delle (molte) situazioni surreali che si stanno vivendo in questa fase della pandemia da Coronavirus nel nostro Paese, è quella della limitazione dell’accesso ai giochi per bambini nei parchi pubblici.
Genitori (e bambini) sconsolati, che guardano scivoli e altalene circondati da fettucce bianche e rosse. Senza poter essere ancora utilizzati. Una sitazione, diciamolo senza mezzi termini, surreale.
Le domande sono frequenti, anche in redazione ne sono arrivate e continuano ad arrivare (in particolare da San Casciano e Greve in Chianti), e tutte chiedono i motivi della persistente chiusura.
Anche perché ci sono realtà, a Barberino Tavarnelle e Bagno a Ripoli ad esempio, in cui hanno già riaperto da giorni.
Abbiamo così interpellato il sindaco di San Casciano, Roberto Ciappi, che sta portando avanti la riapertura dei giochi pubblici insieme al collega di Greve in Chianti Paolo Sottani.
Barberino Tavarnelle, terzo comune che fa parte dell’Unione Comunale del Chianti Fiorentino, stavolta è andato invece avanti da solo, prendendo una ditta per la sanificazione.
Perché la questione è quella della sanificazione quotidiana di tutti i giochi di tutti gli spazi pubblici (fra Greve e San Casciano siamo intorno a 50 aree-gioco). Prevista dalle normative anti-Covid.
“Con l’amministrazione comunale di Greve – dice Ciappi – abbiamo deciso di affidare la sanificazione quotidiana delle aree gioco alle associazioni del territorio”.
“Domani (mercoledì 10 giugno, n.d.r.) – precisa il sindaco di San Casciano – dovremmo firmare le convenzioni. Contiamo di togliere le fettucce e riaprirli nel prossimo fine settimana”.
Speriamo davvero. Anche perché dal surreale si sta scivolando molto rapidamente nel grottesco.
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