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giovedì 14 Maggio 2026
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    Social network, Psicologi Toscani: “Introdurre l’educazione digitale nei programmi scolastici”

    La proposta dell'Ordine regionale: "Bene le nuove regole europee, ma i divieti non bastano. Pronti al confronto tra scuola, professionisti e istituzioni per tutelare minori"

    FIRENZE – “E’ fondamentale introdurre stabilmente l’educazione digitale nelle scuole, come parte integrante dei percorsi di crescita, cittadinanza e benessere psicologico perché la crescente esposizione di bambini e adolescenti ai social network e agli ambienti digitali richiede una risposta non soltanto restrittiva”.

    A dirlo è Andrea Piazzoli, referente del gruppo di lavoro Psicologia Digitale dell’Ordine degli Psicologi della Toscana, intervenendo dopo le regole annunciate dalla presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen, contro la “dipendenza da social”.

    “Secondo le stime più recenti – ricorda lo psicologo – oltre il 77% degli adolescenti italiani si dichiara dipendente dai dispositivi digitali, con una stragrande maggioranza che ammette di risentire negativamente dell’impatto del web sul proprio equilibrio psicofisico”.

    “Social network – aggiunge – algoritmi, chatbot e sistemi di intelligenza artificiale non sono neutrali: sfruttano meccanismi psicologici e bias cognitivi per catturare l’attenzione e orientare i comportamenti”.

    “Ragazze e ragazzi – prosegue Piazzoli – devono essere accompagnati nel riconoscimento dei rischi legati a dipendenza, isolamento sociale, cyberbullismo, confronto continuo con gli altri e uso disfunzionale dell’intelligenza artificiale, imparando allo stesso tempo a coglierne le opportunità”.

    “È indispensabile – evidenzia – sviluppare competenze emotive, relazionali e critiche che permettano ai giovani di utilizzare questi strumenti in modo consapevole”.

    “Al tempo stesso – aggiunge il consigliere – è necessario coinvolgere le famiglie, offrendo ai genitori strumenti concreti per riconoscere segnali di disagio, stabilire regole condivise e promuovere un dialogo aperto all’interno della casa. La tutela delle persone minorenni passa da una vera alleanza educativa tra scuola, famiglie, istituzioni e professionisti del benessere psicologico”.

    “La necessità di misure restrittive per contrastare la possibile dipendenza – conclude Piazzoli – risponde ad un’emergenza che i professionisti della salute vedono crescere esponenzialmente anche sul territorio toscano. In questo contesto è fondamentale parlare anche di sovranità cognitiva, cioè del diritto delle persone a mantenere un’autonomia decisionale rispetto agli ambienti digitali che incidono profondamente sulla capacità di scegliere, relazionarsi e costruire la propria identità”.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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