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venerdì 14 Giugno 2024
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    La Racchetta non attivata per l’emergenza in Veneto: “Non conosciamo le ragioni”

    Dura la reazione del presidente Tomassoli, "il volontariato non può essere politica di partito, ma bene comune"

    FIRENZE E TOSCANA – Fa discutere la mancata attivazione de La Racchetta per l'emergenza Veneto Trentino Friuli-Venezia Giulia.

     

    Dura la reazione del presidente regionale di La Racchetta Onlus, Leonardo Tomassoli. Che dice: "Quasi 2000 soci, 150 automezzi, idrovore e attrezzature varie per alluvioni, squadre di motoseghisti. Ma tutti fermi per non si sa quale motivo se non per qualche decisione o peggio volontà politica".

     

    "Eccoci qua, all'ennesima prova di un Sistema che vuole essere cieco di fronte alla realtà – il commento di Tomassoli – Un Sistema in cui esistono associazioni di protezione civile di serie B, perché troppo lontane dalla politiche e dai grandi schermi".

     

    "Quindi mi chiedo – va avanti – cosa dovrei rispondere ai quasi 2000 volontari, che rappresento, al perché non possono andare ad aiutare le persone colpite da questi ultimi eventi calamitosi? Perché siamo troppo concreti e di poca immagine? O forse, troppo reali e poco scenografici? La scusa  "non siete abbastanza attrezzati", non regge più!"

     

    "Diciamo la verità – prosegue Tomassoli – non è meritocrazia, ma bisogno di giustificare scelte passate! Invece dovrebbe entrare nell'idea comune la realtà dei fatti, in modo tale che chi può dar molto e nel modo giusto, venga valorizzato, e venga invece aiutato a crescere chi non ha capacità e possibilità di farlo. D'altro canto chi lavora male e persevera nel farlo, venga tolto dallo svolgere quel ruolo. Perchè questo non accade?"

     

    "Spero che questo sia uno spunto per tutti per riflettere – conclude – Perchè qualsiasi volontario è utile indipendentemente dalla divisa che veste. Perchè il Volontariato non è politica di partito, ma un bene comune".

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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