venerdì 7 Agosto 2020
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    Centrale Metaenergia, opposizioni compatte: “L’amministrazione mette a rischio il futuro di Greve in Chianti”

    "Non possiamo renderci partecipi di un percorso mal gestito e che potrà portare il Comune a conseguenze economiche molto dolorose, che ricadrebbero sulle tasche dei cittadini"

    GREVE IN CHIANTI – Opposizioni di sinistra e di centrodestra compatte a Greve in Chianti. Il merito è la critica al comportamento dell’amministrazione comunale a proposito della centrale di Metaenergia a Testi. E firmano un documento unitario.

    Simone Secchi e Fabio Baldi del gruppo “Viva – Cittadini per Greve in Chianti”; Claudio Gemelli e Marco Raveggi del gruppo “Per il Cambiamento”.

    “Nella seduta del consiglio comunale del 30 luglio – dicono – l’amministrazione di Greve ha portato a compimento un procedimento che a nostro parere esporrà il Comune a importanti rischi economici per i prossimi anni e forse potrà condizionare, per come è stato gestito, lo sviluppo futuro del nostro Comune”.

    “La vicenda – proseguono – è quella relativa alla progettata realizzazione di una centrale termoelettrica a gas metano a Testi, di cui si è ampiamente discusso in varie sedi negli ultimi mesi. Questa vicenda nasce nel 2008-2009, con le scelte urbanistiche della giunta Hagge, che hanno portato all’approvazione, a fine mandato amministrativo, del Piano Attuativo del cosiddetto “polo energetico di eccellenza” di Testi, in cui era previsto, oltre al termovalorizzatore, anche la centrale termoelettrica, poi realizzata nel 2009 insieme a tutte le opere di infrastrutturazione, una centrale di betonaggio ed altro”.

    “Quelle scelte – continuano sono state confermate sotto la dicitura generica di “piani attuativi vigenti”, insieme a numerose altre brutture, eredità del passato, con i nuovi strumenti urbanistici approvati dalla prima giunta Sottani a fine 2018. All’epoca il Comune non ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica in maniera esplicita la conferma di questa previsione e, di fronte alla nostra domanda sul perché tale previsione fu confermata, il sindaco ha dichiarato che troppo grande sarebbe stato il rischio di esporre il Comune ad un ricorso”.

    “Lo stesso rischio che oggi a noi appare ingrandito – rilanciano – e gravato da ben altre motivazioni che potrebbero portare il Comune a perdere in un contenzioso che già si preannuncia milionario. Quello che il consiglio comunale ha votato il 30 luglio è il diniego ad una proposta di variante ad un Piano Attuativo. Ricordiamo che un Piano Attuativo è uno strumento urbanistico che “attua” una previsione, che è in effetti quella dettata dal Piano Operativo approvato dalla giunta Sottani a inizio 2019”.

    “Infatti – ricordano . nel provvedimento del Comune del 5 settembre 2019 si legge che “la complessità delle opere di mitigazione (della centrale) è tanta e tale da necessitare di una completa ridefinizione delle stesse, così da definire compiutamente un nuovo progetto attuativo”. In altre parole, a settembre 2019 il Comune sosteneva che ci voleva un variante al Piano Attuativo per portare a compimento il progetto della centrale, mentre con la delibera del 30 luglio 2020 il consiglio comunale dichiara di respingere qualsiasi proposta di variante. Sembra proprio una contraddizione nei termini del problema!”.

    “Il consiglio comunale – sostengono le opposizioni – avrebbe potuto bocciare una proposta di variante ad un piano attuativo, adducendo motivazioni tecniche o politiche, ma, a nostro parere, non può cambiare una destinazione urbanistica. Peraltro questa vicenda arriva a compimento di un percorso iniziato nel 2017, con i primi incontri tra Metaenergia ed il sindaco, senza che né il consiglio comunale di allora né quello attuale fossero informati di alcunché”.

    “Solo a fine 2019 – prosegue la nota di Viva e Per il Cambiamento – quando la vicenda ha cominciato a divenire evidentemente preoccupante per il Comune, il sindaco ha informato il consiglio comunale ed ha avviato un percorso partecipativo i cui esiti, alla faccia della trasparenza e della democrazia, erano già scritti nella delibera di giunta del 4 dicembre 2019 dove si dichiara “di esprimere comunque, anche nell’ambito della partecipazione appena avviata, il proprio preliminare parere contrario all’accoglimento dell’istanza di variante…”. Un percorso partecipativo è lo strumento previsto dalla Legge Regionale Toscana per facilitare e stimolare la partecipazione della popolazione alle scelta urbanistiche comunali. È evidente che gli esiti di questo percorso non dovrebbero essere anticipati nella delibera che avvia il percorso stesso!”.

    “Come gruppi consiliari – affermano – di minoranza diciamo che la previsione di realizzare una centrale termoelettrica a Testi è scellerata ed anacronistica, in un momento in cui si deve andare verso le emissioni zero di CO2 a livello nazionale e globale; ma la decisione su cui si doveva esprimere il consiglio comunale del 30 luglio non era tra il fare o il non fare una centrale, perché purtroppo questa scelta era già stata fatta nel 2009 e confermata nel 2019, ma su come concludere un procedimento mal gestito nel corso di questi anni. Aggiungiamo che eventuali esiti negativi di questo percorso potrebbero far perdere al Comune anche i benefici delle opere di mitigazione ambientale, oltre a gravare per milioni di euro sulle casse comunali”.

    “Purtroppo – concludono – le lancette della storia non si possono riportare indietro ma come gruppi di minoranza non possiamo renderci partecipi di un percorso mal gestito e che potrà portare il Comune a conseguenze economiche molto dolorose che, naturalmente, ricadrebbero sulle tasche dei cittadini contribuenti”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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