GREVE IN CHIANTI – Era il periodo di Natale di quattro anni fa quando a Greve in Chianti un guasto alle linee telefoniche provocò l’isolamento di quasi tutto il paese; il danno arrecato agli imprenditori, nel periodo più redditizio dell’anno, fu notevole.
Telefoni che squillavano a vuoto, clienti irritati perché non ricevano una risposta, pos fuori uso, tantissimi problemi per le aziende della zona che non potevano rispondere alle esigenze dei potenziali acquirenti, troppi affari andati in fumo e ‘ovviamente’ a rimetterci sempre gli imprenditori.
Gravissimi i danni per le strutture ricettive e di ristorazione causati dal guasto telefonico . Prenotazioni andate in fumo, potenziali visitatori che non ricevendo una risposta hanno optato per andare altrove; il periodo più proficuo dell’anno di colpo trasformato in un incubo.
Confesercenti Greve in Chianti si fece promotrice di un’azione di richiesta danni individuale per tutti gli imprenditori che lo ritennero opportuno. La gran parte delle richieste avanzate al Corecom furono accolte, mentre per altre fu necessario far causa ai gestori delle linee telefoniche che rifiutarono di addivenire ad un accordo.
Oggi, a distanza di quasi quattro anni (correva l’anno 2010), mentre alcuni imprenditori sono ancora in attesa delle sentenza, uno di loro è stato addirittura "condannato" e dovrà pagare anche le spese legali.
"Questa sentenza – dicono da Confesercenti – porta ad affermare… oltre al danno anche la beffa; in una situazione di crisi economica, di pressione fiscale a livelli impressionanti non si può pensare che a rimetterci siano sempre gli imprenditori".
"Viene "condannato" un imprenditore che ha subito un disagio – concludono – causato non da sua volontà o da una sua azione, siamo all’inverosimile. Non è più accettabile che nel nostro Paese ad essere "tartassate" siano sempre le imprese".
di Redazione
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