PANZANO (GREVE IN CHIANTI) – Incontriamo Dario Cecchini in un rutilante giovedì mattina all'interno della sua macelleria, accanto alle Poste di Panzano in Chianti.
La bottega piena, musica a tutto volume mentre offre l'aperitivo a tutti. Le sale piene non fanno ormai più notizia.
E' sempre però incredibile il "melting pot" che si trova seduto alla sua tavola. E per essere obbiettivi, bisogna sempre pensare che non siamo in centro a Firenze ma in un borgo arroccato sulle colline del Chianti: si va dal cardiologo brasiliano al cliente venezuelano. E poi italiani, giapponesi, norvegesi.
Seduti fuori, una ventina di clienti hanno in testa… un sombrero messicano: "Que viva Mexico" urla Dario. E loro di rimando sorridono e salutano.
"E pensare – ci dice – che sono tedeschi. Avevamo dei clienti che protestavano un po' stando fuori, visto che a volte quando il sole gira batte sulla testa. Sono bastati pochi clic su Amazon ed ecco che abbiamo acquistato i sombreri: ora la gente… fa la fila per mangiare sotto al sole!".
"Del resto – dice Dario con la consueta simpatia – noi toscani siamo maestri nell'arte del "cazzeggio" e del non prendersi troppo sul serio. In questo caso l'abbiamo unita a una massima di che amo sempre citare: "Non pensare mai al problema… ma alla soluzione"".
Una vita, quella "del Cecchini", affrontata così. E lavorando ogni giorno, e prendendosi poco sul serio, ci sono invece tanti che… sul serio lo prendono per davvero.
"E pensare – dice prendendo da sotto il bancone la copia di un giornale – che non ci credevo neanche io quando me l'hanno detto".
E ci mostra l'ultima copia di Newsweek, storico settimanale statunitense in edicola dagli anni Trenta, che gli ha dedicato ben… due pagine.
Insomma, qui dove si parla dei grandi della Terra, ci sono due pagine dedicate al "cicciaio" di Panzano che racconta la sua filosofia di vita e di lavoro. Sempre, ovviamente, prendendosi… poco sul serio.
di Matteo Pucci
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