GREVE IN CHIANTI – Ieri, venerdì 26 aprile, vi abbiamo dato la notizia "nuda e cruda". Oggi vi diamo qualche dettaglio in più di quello che sarà il progetto di demolizione e riqualificazione del cosiddetto "ecomostro" all'ingresso di Greve in Chianti, sul lato sinistro della via Chiantigiana arrivando da Firenze.
Una presenza spettrale all’ingresso di uno dei paesi più visitati in tutto il territorio del Chianti Classico.
Da sabato 4 maggio, con il primo colpo di ruspa alla struttura esistente dato in quello che è stato battezzato il "Demolition Day", partirà ufficialmente il percorso di recupero che riporterà a nuova vita una delle ferite ambientali più vistose del territorio chiantigiano.
Con l’intervento di Querciabella – da sempre testimone e portatrice di un’attenzione all’avanguardia nella tutela del territorio grazie alla visione del suo proprietario e presidente onorario Sebastiano Cossìa Castiglioni – quel complesso rinascerà con un radicale intervento architettonico e paesaggistico per creare, oltre a spazi e nuove funzioni aziendali, anche aree destinate alla fruizione pubblica e alla didattica ambientale.
“Siamo felici e molto coinvolti in questo progetto – dichiara Cossìa Castiglioni – che ci darà modo di raccontare "in diretta", a quei quasi 2 milioni di persone e turisti che visitano il Chianti Classico ogni anno, una visione di sostenibilità per il territorio e un messaggio per le generazioni future attraverso le buone pratiche etiche in agricoltura, il mondo del biodinamico nel quale siamo impegnati da quasi 20 anni e la nostra idea di rispetto della vita altrui, anche animale, attraverso la scelta vegana della quale Querciabella è da sempre testimone riconosciuto a livello internazionale”.
“Questo non è solo un progetto aziendale – dichiara Roberto Lasorte, amministratore delegato di Querciabella – ma una estimonianza per il comune di Greve in Chianti e ci auguriamo che possa diventare un buon esempio di come le reti territoriali e la condivisione tra aziende omologhe (in questo caso rappresentate dal polo logistico che nascerà sulla Chiantigiana) possano portare solo vantaggi al territorio, il nostro bene comune”.
“Limitando il traffico pesante – rimarca Lasorte – l’invasività dei Tir ed il loro impatto ambientale specie nei periodi di punta delle spedizioni, i vigneti di tutti potranno solo giovarsene, liberando spazio per tutti quelli che (a piedi, in bici o in e-bike) vogliono immergersi nella bellezza delle nostre colline e dei boschi dell’anfiteatro grevigiano”.
Un’operazione che coinvolge i quasi 7.000 metri quadrati di superficie del complesso – acquisito con un’asta pubblica nel novembre 2018 – che prevede il loro completo abbattimento e la loro riconversione in aree dedicate alla logistica, allo stoccaggio e allo smistamento dei vini prodotti da Querciabella. Non una nuova cantina ma, piuttosto, un "locus novus" per l’intera comunità.
Nello spirito del progetto, curato dallo Studio Mori Associati dell’architetto Spartaco Mori, la sostenibilità energetica e ambientale della nuova struttura sono fermamente al centro, con più dell’80% di energia autoprodotta attraverso fonti rinnovabili.
Una volta concluso l’intervento, programmato per la vendemmia del 2021, l’intero complesso (che prevede anche la creazione di un vigneto didattico sperimentale e di un’area verde pubblica) sarà collegato attraverso il Parco Oriana Fallaci al centro di Greve, diventando così un unicum pedonabile tra il nucleo storico e quella che diverrà a tutti gli effetti la nuova “Porta del Chianti”.
QUERCIABELLA
L’azienda agricola Querciabella si sviluppa su circa 100 ettari di cui 70 “appoggiati” sui declivi orientali della Valle della Greve, a ridosso del villaggio di Ruffoli e delle pendici del Monte San Michele, nel comune di Greve in Chianti; 30 ettari nel comune di Alberese in Maremma.
Creata nel 1974 dall’imprenditore Giuseppe Castiglioni – con il sogno di portare la storia e la cultura enologiche chiantigiane a livelli internazionali, attraverso un’azienda modello di innovazione – dal 1988 è sotto la guida dell’attuale titolare Sebastiano Cossia Castiglioni ed è stata convertita al biologico, facendola diventare l’azienda di riferimento nel settore.
Negli anni 2000, seguendo la sensibilità del suo titolare, sono state introdotte le pratiche biodinamiche che le hanno consentito un nuovo passo avanti in termini d’innovazione e di ispirazione per l’interno settore.
Vini di culto, pluripremiati dalla critica internazionale, le bottiglie di Querciabella sono presenti in 54 paesi nel mondo e rappresentano uno dei vertici indiscussi dell’enologia italiana.
di Redazione
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