MELETO (GREVE IN CHIANTI) – Dicono no all'annunciata isola ecologica nella zona artigianale di Meleto, quella annunciata nei giorni scorsi dall'amministrazione comunale grevigiana.
Cittadini di Meleto e Sezzate, nella campagna fra Strada e San Polo in Chianti, sono pronti a formare un comitato. Intanto hanno già contattato tutti i candidati sindaco, per esporre le loro ragioni.
“Ci costituiremo in comitato – annunciano – raccoglieremo firme, chiederemo a politici e amministratori, di qualunque forza politica, di incontrarci per ridiscutere un progetto che penalizza il territorio e danneggia le già difficili attività vitivinicole, olearie e turistiche”.
Sono decine le famiglie che promettono battaglia contro quello che definiscono “uno scempio di una zona già flagellata dalle scelte disgraziate delle passate amministrazioni comunali”.
E citano "il complesso artigianale della piana di Meleto e le palazzine di Strada in Chianti, sulle quali ancora pende il giudizio della magistratura".
“Il territorio di Greve – rilancia uno dei residenti a Sezzate – povero di insediamenti industriali e attività terziarie, può puntare solo sulla straordinaria ricchezza data dal paesaggio e dal territorio, con i suoi prodotti, di eccellenza riconosciuti a livello mondiale".
"Non si comprende – prosegue – come l’amministrazione comunale possa aver scelto la piana di Meleto per un’isola ecologica che occuperà un’area di due ettari. Quella piana è il passaggio di ingresso ai gioielli del territorio come le valli di Sezzate e di Cintoia, con i suoi castelli millenari, una chiesa pure del 1000, una strada romanica. Un paesaggio protetto e intatto da secoli”.
I residenti di Sezzate hanno già contatto alcuni amministratori di Greve, "che hanno riferito – raccontano – che le isole ecologiche nel comune saranno tre: Greve, Ferrone e, appunto Meleto. E che queste dovranno rispondere alla richiesta di smaltimento di rifiuti, anche speciali, di numerose ditte edili".
“Ci sono altre zone dove l’impatto sarebbe certamente minore e più prossime alle realtà industriali che hanno esigenze di smaltimento – concludono gli abitanti di Sezzate – invitiamo il Comune a ripensare a questa scelta, che aumenterebbe anche il traffico di mezzi pesanti su strade raramente percorse da camion, con concrete minacce alla sicurezza della viabilità e alla sempre possibile contaminazione delle falde e dei terreni”.
di Redazione
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