GREVE IN CHIANTI – “…E allora cosa aspetti, chiudi tutti i rubinetti. O almeno stai attento. Non buttare l’acqua al vento!”.
Musiche e canzoni realizzate dagli studenti della primaria di Greve in Chianti, intonate in coro, per accogliere l’arrivo delle ecoborracce e unirsi simbolicamente all’impegno della comunità nella realizzazione di pratiche virtuose contro lo spreco dell’acqua.
E’ iniziato il percorso dell’amministrazione comunale per la distribuzione gratuita di oltre 600 borracce, di cui 500 finanziate dal Comune e circa 100 dal servizio idrico integrato Publiacqua, destinate a tutte le classi delle primarie di Greve, Strada, San Polo e Panzano.
La prima tappa di una delle azioni promosse in tandem dalla giunta grevigiana che, in collaborazione con Publiacqua e il coinvolgimento dell’Istituto comprensivo di Greve in Chianti, persegue gli obiettivi di sostenibilità ambientale, si è tenuta nel giardino della primaria del capoluogo.
Gli allievi e gli insegnanti hanno dato il benvenuto al sindaco Paolo Sottani e agli assessori Simona Forzoni che si occupa di politiche ambientali e Maria Grazia Esposito per le politiche educative, giunti per la consegna delle borracce.
Ad accoglierli è stata una festa allegra e colorata, mista di note e parole, che ha testimoniato il contributo della scuola al progetto di un territorio che va sempre più incontro al modello Plastic free.
L’acquisto di 500 borracce per tutte le classi II, III, IV e V delle scuole primarie, sostenuto dell’investimento del Comune ha esteso e rafforzato l’intervento di Publiacqua che ha finanziato 100 borracce circa destinate alle classi prime.
“Si tratta di un’operazione che intreccia valenze ambientali ed educative – hanno dichiarato gli assessori Simona Forzoni e Maria Grazia Esposito – abbiamo avviato il progetto con l’istituto Domenico Giuliotti di Greve e gradualmente, nei prossimi giorni, porteremo le ecoborracce in tutte le primarie del territorio comunale, prevedendo una consegna massiccia alle singole classi".
"Ognuno di noi – rimarcano le assessore – deve sentirsi responsabile non solo dello stato di salute dell’ambiente in cui viviamo ma, secondo una visione ben più ampia, del futuro del nostro pianeta; questo è il ruolo che abbiamo il compito di trasmettere e insegnare ai più piccoli, partendo dall’età dell’infanzia".
"Rispettare i criteri per la raccolta differenziata – concludono – conferire correttamente i rifiuti, attenersi ad una serie di accorgimenti che evitino gli sprechi nelle aree private e pubbliche sono gesti e azioni che non dovremmo più definire straordinari ma aspetti che entrano a far parte del quotidiano, modificano le nostre abitudini per il bene di tutti e in nome di uno stile di vita che dimostra, giorno dopo giorno, di avere a cuore l’ambiente in cui cresciamo. L’acqua del sindaco che entra nelle scuole è l’esempio concreto di un sistema di rete concreto che mira a ridurre sensibilmente gli imballaggi di plastica”.
di REDAZIONE
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