GREVE IN CHIANTI – Domenica 28 luglio è prevista una "rovente" assemblea dei soci della Coop di Greve in Chianti.
Fra lettere di gruppi di soci che lamentano l'organizzazione durante una domenica di luglio, una raccolta firme che pare sia in corso per chiedere il rinvio, è il presidente Fabio Baldi a prendere la parola.
"Ringrazio i soci che hanno segnalato la discordanza fra data di prima e seconda convocazione – inizia Baldi – che in base a quanto previsto dal Codice Civile è consentito; al fine di evitare discussioni tale rilievo è stato però superato con la doppia convocazione dei giorni 26 e 28 luglio".
"In merito alla richiesta di rinvio – prosegue – stiamo valutando attentamente tale eventuale ipotesi consultandoci con i nostri consulenti al fine di assumere la decisione più consona per la Cooperativa. La scelta della domenica pare azzeccata peraltro per consentire a tanti soci anziani o che lavorano fuori Greve in Chianti: comunque terremo conto della richiesta. Non appena avremo novità in tal senso saremo contenti di poterle comunicare".
"In merito alle polemiche viste sui social più diffusi sui prezzi – continua Baldi – riteniamo che si tratti di valutazioni anche giuste ma che non tengono conto dei seguenti dati di fatto: il confronto fra i nostri prezzi e quelli di altri supermercati viene fatto senza tenere conto delle dimensioni dei supermercati concorrenti e del bacino di utenza di questi stessi supermercati: nel sistema COOP ad ogni dimensione corrisponde una linea prezzi diversa legata proprio alla dimensione".
E ancora: "In Italia e quindi anche a Greve in Chianti, è possibile dal 1997, grazie alle norme che portano il nome di Pierluigi Bersani, aprire negozi e supermercati in ogni luogo senza nessuna autorizzazione commerciale: all'inizio dell'abitato di Greve in Chianti è andato di recente all'asta un immobile che poteva ospitare un grande supermercato, nessuna catena si è concretamente interessata ad acquistarla; il Comune non ha certo nessun potere e penso neanche alcuna volontà, giustamente, di favorire un operatore commerciale rispetto ad un altro".
"Questo fatto – dice ancora Baldi – vuol dire concretamente che noi operiamo nel migliore dei modi possibile, perchè altrimenti un concorrente sarebbe arrivato subito ed invece nessuno investe su Greve in Chianti; solo la Cooperativa ci ha creduto ed ha investito i soldi accumulati nel passato per dare un servizio migliore. Certamente piacerebbe fare prezzi più bassi ma un'azienda deve chiudere il suo bilancio almeno in pareggio".
"A San Polo in Chianti – dice ancora – dove per tanti anni di fronte alla Coop di San Polo, nostra consorella, ha operato un concorrente privato, il privato ha chiuso e la Coop si è allargata: eppure questa nostra cugina, essendo più piccola pratica prezzi più alti di noi: i supermercati Coop di vicinato esercitano una funzione essenziale per garantire la qualità della vita a Panzano, Greve in Chianti, San Polo".
"Il nostro fatturato – rivendica Baldi – ogni anno cresce mentre tante catene di supermercati (vedi Auchan ad esempio di recente acquisita da Conad) arrancano; è vero che il confronto con Coop.Fi è impari vista la dimensione dei supermercati a noi vicini ed è vero anche che l'erba del vicino è sempre più verde: a Greve in Chianti siamo capacissimi a denigrare ciò che di buono abbiamo".
"All'interno del Consiglio uscente – tiene a sottolineare il presidente – ci sono consiglieri ricandidati che hanno guidato in passato petizioni fatte proprio per ottenere lo stesso obiettivo e che oggi lavorano per limare e gestire al meglio un supermercato nuovo, bello, funzionale ed efficiente".
"Dispiace – conclude – anche che tanti cittadini o soci che magari verranno anche a votare, non abbiano mai messo piede nel nostro supermercato eppure si ingegnano per denigrare il lavoro e l'impegno di tutti noi, ma noi siamo pronti a spiegare e dimostrare che è difficile fare di meglio".
di Matteo Pucci
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