GREVE IN CHIANTI – Il no dell'amministrazione comunale di Greve in Chianti. Quello del Pd grevigiano. La nascita, forse, di un comitato che ribadisca questo no.
Un no, quello alla realizzazione di una centrale termoelettrica nel polo cementizio di Testi, che si è alzato forte e chiaro anche dai banchi del gruppo di opposizione Viva – Cittadini per Greve in Chianti.
Che a tal proposito hanno organizzato anche un incontro pubblico, venendo anche criticati dallo stesso Pd grevigiano.
Che ha criticato le opposizioni (e il riferimento diretto è alla lista Viva), "che nonostante in consiglio comunale abbiano espresso parere concorde a quello della maggioranza, si organizzino per allestire un’assemblea pubblica sull'argomento senza comunicare né condividere alcunché con l’amministrazione comunale e gli altri gruppi consiliari".
A prendere la parola è proprio uno dei consiglieri della lista Viva, Fabio Baldi, che "in merito alla centrale termoelettrica proposta per Testi – rimarca – vorrei raccontare un po' di storia che chiarisce perché viene fatta questa proposta proprio lì".
"Nel periodo 2005/2006 – risale a ritroso Baldi – la società Volta srl presentò la proposta di realizzare sulla collina di Luciana, nel comune di San Casciano, dietro lo stabilimento Sacci di Testi, una centrale a turbogas. La giunta municipale, sindaco Marco Hagge, in cui rivestivo la carica di assessore all’ambiente, in pieno accordo con il Comune di San Casciano, disse no nettamente".
"Nel giugno 2006 – prosegue Baldi – fui rimosso dal sindaco dalla carica di assessore e messo all’angolo dal mio partito per le mie posizioni discordanti su vari punti relativi allo sviluppo urbanistico portato avanti dal Comune. Nell’ottobre del 2008 il consiglio comunale adottò una variante che prevedeva la realizzazione di un “Polo energetico di eccellenza” a Testi: era lo stesso progetto di due anni prima, riverniciato e spostato all’interno del vecchio stabilimento Sacci, nel comune di Greve in Chianti".
"A febbraio 2009 – prosegue Baldi nella sua ricostruzione – il consiglio comunale approvò in via definitiva il progetto e nel maggio 2009 il Comune firmò la convenzione ancora valida. In entrambi i casi in consiglio comunale io, rimasto semplice consigliere, insieme a Tommaso Vanni e Rosalba Lo Paro, cercai di contrastare questa scelta non partecipando al voto e convincendo diversi consiglieri di minoranza e maggioranza a disertare insieme a me le sedute consiliari per non approvare quel progetto. Ci andai vicino ma qualcuno, pur votando contro, resse il numero legale per un solo voto".
"Un progetto contrastato quindi – continua – che porta il nome del sindaco, degli assessori e dei consiglieri di allora: Hagge, Pallanti, Allodoli, Cappelletti, Ermini … . Erano i tempi in cui il Comune era tornato ad accettare che lì fosse realizzato l’inceneritore anche se ora veniva chiamato “termovalorizzatore”: quindi allora c’era chi avrebbe messo accanto allo stabilimento Sacci, un inceneritore ed un “polo energetico di eccellenza”, un bel mix di CO2, rumore ed inquinamento di ogni genere".
"A far tramontare l’ipotesi inceneritore – continua Baldi – per fortuna ci ha pensato la successiva giunta Bencistà, che ha aderito al progetto “Rifiuti Zero” ed impedito che il cantiere partisse spingendo Safi prima, poi Quadrifoglio, oggi Alia verso la raccolta differenziata che oggi raggiunge livelli impensabili pochi anni fa anche grazie al “porta a porta”".
"Le proposte sciagurate di oggi per Testi – rimarca Baldi – sono figlie di quelle scelte ancor più sciagurate: oggi finalmente chi è erede politico di chi governava allora si è ravveduto. E forse potremo dire che “grazie alla crisi economica” che ha fatto fallire nel frattempo il progetto di Volta srl non avremo quel mostro.
"Se nel 2008-2009 si fosse fatta più attenzione e si fossero ascoltate le voci critiche – conclude Baldi – si sarebbero evitati tanti ecomostri ancora in giro per il nostro territorio oltre a questo incubo che ogni tanto ritorna per la disgraziata frazione del Passo dei Pecorai".
di REDAZIONE
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