Quando Camilleri offrì la cena a cento lettori del Premio Letterario Chianti

Nel 1997 lo scrittore siciliano vinse la manifestazione con "Il cane di terracotta"

GREVE IN CHIANTI – A Greve non lo si ricorda solo per le sue grandi qualità narrative, per il talento curioso e originale che negli anni 1995-1997 iniziava a mettere in valigia lo scrittore e le sue storie, facendolo viaggiare dalla Sicilia verso la Toscana.

 

Andrea Camilleri, che si affacciava da autore emergente nel panorama letterario italiano, si staccò con decisione dalla rosa dei cinque finalisti, indagati dai 100 lettori della giuria popolare del Premio Letterario Chianti che con loro ebbero modo di confrontarsi e dialogare, prima di decretare il migliore. Un petalo fresco, creativo e ironico, che per i cento appassionati grevigiani, rappresentò un vero e proprio trionfo di sensi. Con il suo fedele “Cane di terracotta” (edizioni Sellerio), il libro di narrativa con il quale partecipò all’edizione 1997 della manifestazione, l’autore che aveva già provato a scalare la vetta del concorso due anni prima, sfiorando la vittoria per un voto (portando in concorso Il birraio di Preston, ed. Sellerio), conquistò il Premio Letterario Chianti, il suo primo importante riconoscimento come scrittore.

 

Ma dietro la penna che diede vita alla saga del Commissario Montalbano, i grevigiani scoprirono un uomo gentile e altruista. E’ ancora nitido il ricordo di quell’aneddoto che rivelò un sorprendente slancio di generosità da parte dello scrittore. Non appena seppe della bella notizia, annunciata da una telefonata dell’ideatore del Premio Paolo Codazzi, Camilleri decise di investire la somma vinta, due milioni delle allora vecchie lire, in un grazie speciale ai lettori.

 

“Senti, Paolo. Trattieni tu i soldi e organizza una cena per tutti. Voglio festeggiare il Premio con tutti i giurati. Poi mi telefoni la data. E io vengo a Greve”. Fu una serata bellissima”. E’ così che racconta lui stesso in una pagina del suo diario virtuale (www.vigata.org) l’episodio della cena offerta ai cento lettori per festeggiare e condividere la gioia della vittoria. Un gesto che nella storia della comunità chiantigiana ha impresso un segno di profonda gratitudine e nobiltà d’animo, ricordato dalle amministrazioni comunali che lo hanno omaggiato anche negli anni successivi con altri riconoscimenti come la cittadinanza onoraria, conferita allo scrittore nel 2011.

 

Il sindaco Paolo Sottani e la sua giunta, addolorati per la scomparsa, tornano a rilevare il legame che il territorio strinse con Andrea Camilleri, uno dei più importanti esponenti della cultura contemporanea: “Un grande maestro, di vita e d’arte al quale, insieme a Paolo Codazzi, dedichiamo parole di affetto e stima – dichiara il sindaco Paolo Sottani – ci sentiamo onorati di aver ospitato e riconosciuto ‘in modo popolare’ il grande talento di Camilleri prima che diventasse noto al grande pubblico come padre della serie di romanzi sul Commissario di Vigata, il pensiero che in qualche modo il Premio Letterario abbia appresentato per lo scrittore  una sorta di trampolino di lancio, lo abbia stimolato a credere in se stesso e nelle sue qualità, ci rincuora e ci fa sentire più vicini al grande Andrea Camilleri. Lo salutiamo alla sua e alla nostra maniera, con un detto siciliano nel quale riconosciamo i caratteri unici della nostra storia…cu spatti avi a megghiu parti (chi divide ha la parte migliore). Grazie Andrea!”

di Redazione

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