venerdì 23 Ottobre 2020
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    Greve, Radda, Gaiole, San Casciano: l’urlo di dolore di chi lavora col turismo

    In 12 fra ristoranti, b&b, bar, vinai, agriturismo. Abbiamo raccolto le loro parole: "Danno immane"

    CHIANTI – E’ un vero e proprio grido di dolore. Un urlo strozzato in gola quello che sale da queste dodici strutture del territorio chiantigiano.

    Da Greve a Panzano, da Radda a Gaiole in Chianti fino a San Casciano: persone e famiglie che hanno investito soldi e vite nelle realtà che, fino a ieri, rappresentavano un fiore all’occhiello dell’offerta chiantigiana.

    E che da fine febbraio, dall’inizio dell’incubo Covid-19, si trovano senza la loro “materia prima”. Le persone. I turisti. Tutte da leggere le loro testimonianze. E’ lungo, ma ne vale la pena.

    B&B MONTECHIATI IN CHIANTI (Greve in Chianti)

    Mi chiamo Gabriele Sorelli e insieme a mia moglie sono il titolare del Bed and Breakfast Montechiari in Chianti (www.montechiarinchianti.it) a Greve in Chianti.

    Con la mia attività imprenditoriale (quindi senza la partita Iva) riesco a vivere onestamente e mantenere la mia famiglia inclusi i nostri due figli.

    Ho voluto di proposito specificare il tipo di regime fiscale in quanto il Governo attualmente non ha previsto nessun tipo di aiuto e sostegno a questo tipo di attività imprenditoriale nonostante paghiamo regolarmente tasse e tributi.

    Basti pensare che in Italia ci sono oltre 21.000 Bed and Breakfast con questo regime fiscale che coinvolgono ben 35.000 persone e altrettante famiglie.

    Vi scrivo soprattutto a nome delle migliaia di strutture dell’Hospitality, incluso ristoranti, commercianti, aziende agricole e tutte le altre attività dell’indotto, che operano nella meravigliosa regione del Chianti.

    Con molte attività abbiamo cercato di fare gruppo per sostenerci a vicenda, prendere iniziative collettive, social network, parlare con i sindaci, partecipare all’attività Risorgiamo Italia ma da soli non possiamo farcela.

    Perché abbiamo deciso di scrivere alla vostra redazione? Ci sembra giusto farvi presenti le difficoltà che stiamo affrontando perché possiate con il vostro prezioso lavoro portare all’attenzione pubblica il grave disagio che stiamo affrontando.

    Certo non potete trovare soluzioni, di questo ne siamo perfettamente consapevoli, ma pensiamo che il vostro lavoro implichi la grande responsabilità di far conoscere anche a chi di dovere i disagi, i problemi e le situazioni critiche che molte famiglie attraversano in questo momento.

    L’area del Chianti Fiorentino ad esempio ha ben 476 strutture tra settore alberghiero (14,4%) e settore extra alberghiero (86,6%) e 7.779 posti letto concentrati in solo quattro comuni: Barberino Tavarnelle, Greve in Chianti, San Casciano.

    Se a questo aggiungiamo ristoranti, attività che beneficiano dell’indotto e tutta la zona del Chianti Senese i numeri quadruplicano nettamente. In base ad uno studio condotto dalla Camera di Commercio di Firenze “L’impatto economico del turismo nella città Metropolitana di Firenze” la spesa media procapite di un turista nel 2018 era di 135,9 euro al giorno e considerate le 676.335 presenze del Chianti Fiorentino si arriva ad un valore superiore ai 90 milioni di euro!!! E non abbiamo considerato il Chianti Senese……

    Questo per capire quante è vitale per migliaia di famiglia l’attività turistica del Chianti e non solo per le famiglie… .

    Inutile dire che in questo momento il nostro settore ha subito e sta subendo un danno immane. Il nostro lavoro è prettamente stagionale, da marzo a ottobre dove si hanno il 90% dell’entrate annue. Abbiamo già perso il 100% delle prenotazioni e delle entrate per i mesi di marzo, aprile e maggio e abbiamo già ricevuto l’80% delle cancellazioni per i mesi da giugno a ottobre.

    I sostegni ricevuti fino ad adesso da parte del Governo, sia lato imprenditori, e preciso di nuovo senza ancora considerare chi ha attività senza partita Iva, che dipendenti sono stati inesistenti per il settore turismo (pensate a tutti quei lavoratori stagionali che non verranno assunti per mancanza di turisti).

    Non ci sono state date delle regole ben precise su come potrà essere fatta un eventuale riapertura SE riapertura ci sarà, per poter valutare in anticipo i costi da sostenere.

    Al momento la previsione più rosea di ricavi, ammettendo che si posa riaprire al 1 giugno è una diminuzione dell’80% delle entrate. Se poi consideriamo i costi fissi come utenze, tassa sui rifiuti, imposte, pagare gli investimenti già fatti, affitti d’azienda, e altro che comunque devono essere sostenuti, anche se le attività sono chiuse, è sicuro che con gli aiuti praticamente inesistenti a livello di liquidità nessuno purtroppo riaprirà!

    Servono finanziamenti a fondo perduto da parte dello Stato, finanziamenti a tasso zero e nel lungo periodo per potersi riprendere, oltre all’azzeramento di tutte le tasse almeno per l’anno 2020. Comprendiamo benissimo le difficoltà che tutto il nostro Paese sta affrontando, i sacrifici che sono stati richiesti e che anche noi abbiamo fatto.

    Ma rimaniamo stupiti di come, nonostante siano passati mesi dalla crisi, ancora per il nostro settore non abbiamo ricevuto aiuti. Sono stati fatti appelli da tante associazioni, enti anche a livello nazionale ma ci sembrava giusto far sentire anche la nostra voce, la voce di tante famiglie che in questo momento non solo sono preoccupate del futuro ma nemmeno riescono ad affrontare serenamente il presente.

    Il Chianti purtroppo sarà costretto a soccombere a queste condizioni e non potrà più essere apprezzata la sua bellezza e soprattutto preservato il suo patrimonio che è fatto anche di persone!

    Mi sono preso la responsabilità di scrivere a nome di molti e alcuni mi hanno anche scritto le loro impressioni che mi sembra giusto condividere con voi e che vi metto qui di seguito.

    Mi rendo conto che per leggerle tutte dovrete impiegare un po’ del vostro tempo e non so nemmeno se potrete riportarle tutte così come sono, ma vi fanno capire bene lo stato d’animo e le difficoltà che stiamo affrontando e magari possono darvi qualche spunto per mettere in evidenza gli aspetti più importanti.

    Io non sono un giornalista e non so se sono riuscito a far capire in che situazione stiamo vivendo, ma amiamo il nostro lavoro e vorremo poter tornare a lavorare. Per far questo c’è bisogno di aiuti da parte del Governo e di poter far sentire le nostre voci.

    Siamo convinti che grazie al vostro lavoro anche voi potrete darci un aiuto in tal senso e di sicuro sarà molto apprezzato. Noi siamo disponibili anche a metterci la faccia, se avete bisogno di una foto di coloro che hanno rilasciato una dichiarazione possiamo inviarle senza problemi. Se deciderete di pubblicare qualcosa vi chiediamo la gentilezza di farcelo sapere in modo da dare ulteriore visibilità al vostro lavoro e al relativo articolo. Vi ringrazio a nome di tutti.

    Gabriele

    LOCANDA IL GALLO (Località Chiocchio, Greve in Chianti)

    Il turismo nel Chianti è stagionale, e per quest’anno, è compromesso. Quello che è stato cancellato, non potrà mai più essere recuperato, e i mesi che sono rimasti, non sono sufficienti per garantire il rispetto di tutti gli oneri a cui siamo soggetti, forse non lo sarebbero neanche in condizioni normali.

    Per quanto ci riguarda, dovremo fare delle scelte, e così penso molti altri, a cominciare dal contenimento dei costi, via tutti quelli che possono essere posticipati, contenimento di tutti gli altri.

    Questo, alla fine dell’anno, ridurrà l’indebitamento, ma pur sempre di indebitamento stiamo parlando. Noi rispettiamo il lavoro, rispettiamo i nostri clienti, e rispettiamo le istituzioni che ci rispettano.

    IL VINAINO (Greve in Chianti)

    La mia tradizionale attività di enoteca, vendita di vino sfuso, assaggi e degustazioni, nonostante che per codice ateco come alimentari, poteva essere aperta, è stata ed è penalizzata in modo molto incisivo.

    Parlo di un calo di fatturato di più del 90%, che non permette sopravvivenza. Il mio lavoro è stato sempre con un 15% di clientela locale che sono riuscita nonostante le estreme difficoltà in parte a mantenere, e del 85% con clienti esterni sia italiani che stranieri.

    Greve in Chianti è una cittadina che vive prevalentemente di turismo, tra l’altro legato ad una stagionalità spiccata, che con la chiusura dei confini già tra i comuni sino a quelli internazionali, racconta tristemente lo strazio di tutte le attività piccole o grandi legate al mondo dell’hospitality nel Chianti.

    Se non ci saranno contributi dignitosi a fondo perduto e una politica di annullamento di tasse e tributi, si sarà costretti a chiudere, perché non si può pensare di indebitarsi per cercare di lavorare sul nulla attuale e sulle fortissime incertezze future.

    Donatella

    CAFFE’ LE LOGGE (Greve in Chianti)

    Abbiamo rilevato questa attività nel 1984 in quel periodo eravamo paninoteca caffetteria, ma con il passare degli anni abbiamo investito e trasformato la nostra attività in base alla richiesta turistica in Ristorante Pizzeria Enoteca lasciando logicamente anche il bar.

    Il nostro lavoro si basa con un 80% di turismo un 20% di clientela locale, nel pieno della stagione siamo in 12 persone, logicamente tutte le attività del Chianti dalla ristorazione, all’accoglienza, aziende agricole sono legate al turismo.

    Con l’emergenza Covid-19 il 12 marzo abbiamo chiuso l’attività e riapriremo non sappiamo come …il 1 Giugno.

    Se lo Stato non interviene decisivamente alla situazione gravosa che si è creata, moltissime aziende non riapriranno o saranno costrette con il cuore spezzato a licenziamenti forzati ( premetto che nel Chianti non esistono fabbriche forse due) il nostro territorio è uno dei più ambiti al mondo dal turismo straniero, sia per la sua bellezza ed Enogastronomia ma anche per il punto strategico fra Firenze e Siena, diventerà un territorio dimenticato e povero ma più che altro dimenticato dallo Stato.

    Per tanto chiediamo provvedimenti forti e concreti, aiuti a fondo perduto, le banche devono subito erogare soldi e finanziamenti senza strozzinaggio in pochissimi giorni no mesi, un taglio concreto a tutte le tasse per almeno 2 anni, stop alle spese Pos che sono vergognose e lo Stato invita i cittadini ad usare le carte di credito per combattere l’evasione fiscale ( noi però le commissioni le paghiamo e salate) ci vuole una riforma fiscale seria non possiamo sostenere una pressione all’80%, togliere la burocrazia che blocca ed ha sempre bloccato tutte le aziende italiane, se non avviene tutto ciò tempestivamente tutti e dico tutti ci troveremo come già è in una situazione di non ripartenza e sarà difficile portarsi dietro questa ripresa per anni (per noi è un debito altissimo).

    Lo Stato ha il dovere di garantire che il proprio popolo non viva in povertà che ogni cittadino e famiglia abbia il diritto al lavoro, all’istruzione dei propri figli per una vita dignitosa, dando contributi seri l’istruzione la ricerca la sanità, che faccia ripartire i cantieri chiusi, stop ad appalti fatiscenti dove ci mangiano soldi, stop alle grande distribuzione che uccide le piccole imprese e la vita dei Paesi, colossi che aprono in Italia senza pagare una lira di tasse perché hanno le sedi fiscali all’estero, sono dei parassiti (le tasse vanno pagate qui dove vi diamo il pane) soprattutto una tutela seria su tutti i prodotti italiani (siamo l’eccellenza nel mondo) tutela del nostro patrimonio artistico e culturale creando nuovi posti di lavoro.

    Abbiamo bisogno subito di liquidità, non domani, perché un domani non ci sarà! Noi siamo abituati a lavorare 14 ore al giorno, sono 36 anni che vivo così, non ho voglia di vedere portarmi via tutti i sacrifici di una vita da una pandemia o da uno Stato che non esiste nel momento del bisogno.

    Stiamo rispettando tutto ciò che ci avete chiesto per combattere questa pandemia ma adesso vogliamo fatti non parole. Noi non ci batteremo soltanto per noi, questa non è una lotta individuale, ma unita , imprenditori e lavoratori.

    Tina

    AGRITURISMO PODERE TEGLINE (Radda in Chianti)

    Stiamo affrontando la situazione tenendoci pronti per la ripresa facendo ricorso a risorse personali e private, se disponibili, poiché il Governo e le Istituzioni non hanno dimostrato al momento aiuti concreti.

    La situazione economica dell’Agriturismo nel Chianti segue quella di tutto il settore turistico.

    Aeroporti fermi, cancellazioni di tutte le prenotazioni del 2020. La visibilità turistica Regionale per la stagione 2020 é molto scarsa.

    Si chiede la cancellazione totale delle tasse per i primi 6 mesi del 2020 ed a Consuntivo per Dicembre 2020 vedremo cosa abbiamo potuto fare per poter pagare le tasse. Negli altri Stati sono stati date somme rilevanti a fondo perduto alle aziende che non avevano potuto lavorare contro i 600 euro dello Stato italiano che ad oggi non tutti hanno ricevuto.

    Giovanni e Simonetta

    RISTORANTE “OLTRE IL GIARDINO” (Panzano in Chianti)

    Io da ristoratore ho dovuto ridiscutere tutti i debiti di investimento attuali anche ristrutturare il Ristorante.

    Con il personale noi avevamo 15 ragazzi formati nel tempo cosa che nel tempo perderò visto che ne avrò bisogno forse di 3 e per me questo è stato un investimento negli anni e non è giusto anche per loro.

    Ma noi dobbiamo sopravvivere, abbiamo le nostre bollette di luce gas con delle spese inaudite anche quando siamo chiusi abbiamo costi fissi di 6.500 euro al mese incluso l’affitto.

    Ci stiamo rimettendo di tasca nostra e l’unica cosa ti dicono di indebitarsi per 6 anni senza un aiuto a fondo perduto o con dei tassi reali quasi al minimo e con anni per spalmare il debito.

    Inoltre noi paghiamo altissime cifre di Tari all’anno e il Comune deve aiutarci. E poi i costi da sostenere per la riapertura.

    Cristian

    CASA VACANZE CASE AL SOLE (Località Strada, Greve in Chianti)

    Affittiamo 3 unità abitative soprattutto a stranieri e stagionalmente. Come tante altre attività purtroppo siamo fermi dall’inizio della crisi dovuta al Coronavirus e stiamo vivendo questo periodo con grande preoccupazione e timore, perché purtroppo non riusciremo a fatturare neanche abbastanza per mantenere la nostra proprietà che è un casale di famiglia che dal 2012 mi sono impegnato annualmente a curare con passione e dedizione giornaliera.

    Ovviamente i costi fissi per mantenere un ambiente nel Grevigiano, tra luce, acqua, gas, Imu, Pellets in inverno sono altissimi. Fino ad ora onestamente eravamo riusciti annualmente ad essere in pari con tutti i pagamenti e ad avere una vita onesta.

    Quest’anno tutto ad un tratto per un motivo che non può essere attribuito alle autorità non riusciremo a lavorare neanche dopo che verranno alleggerite le misure di lockdown perché stranieri ne vedremo pochi o zero per ovvi motivi e purtroppo saremo in grosse difficoltà economiche.

    Speriamo ed esigiamo un aiuto per mantenere le nostre attività che comunque sempre hanno pagato le proprie tasse e che sempre hanno contribuito ad accrescere l’eccellenza del nostro territorio.

    Purtroppo abbiamo ricevuto solamente i 600 euro di bonus a partite Iva che inoltre sono state assegnate con metodo più che opinabile, perché per molti di noi questa cifra non ha alcun significato reale.

    Se dobbiamo stare chiusi abbiamo bisogno che per una volta le autorità si prendano cura di noi e per il bene di tutti, se non riusciremo ad andare avanti o comunque a non riaprire sarà non solo una tragedia personale nostra ma anche un impoverimento per tutto il territorio, penso sia molto chiaro il concetto.

    E in questo senso non abbiamo ancora avuto nessun segnale che ci faccia sperare che le autorità abbiano compreso.

    Qui parliamo dell’esistenza di migliaia di famiglie, persone che onestamente hanno sempre vissuto nel rispetto delle leggi e che si trovano adesso in una situazione di totale smarrimento e purtroppo molto presto, spero di no, di crisi economica.

    Noi come cittadini ci saremmo aspettati risposte più concrete e soprattutto più comprensione da parte delle autorità nazionali, regionali e comunali.

    Comprensione del problema enorme esistenziale e professionale che tantissimi di noi stanno e si preparano ad affrontare. Siamo sull’orlo di un disastro che potrebbe avere conseguenze anche sociali terribili.

    Ci aspettiamo dunque che come minimo le spese inerenti alle nostre attività che al momento sono ferne vengano cancellate e non rinviate.

    Noi possiamo dimostrare i nostri cali di fatturato, nel mio caso si parla di azzeramento totale. Qui nessuno vuole fare del vittimismo fine a se stesso ma non potremo accettare istituzioni/autorità che fino a ieri hanno sempre incassato da noi commercianti ed alla prima vera prova di solidarietà, di crisi nazionale si nasconde oppure si copre gli occhi e va avanti senza comprendere ed aiutare i propri cittadini.

    Se esistono queste istituzioni é proprio per fare da giusti controllori e garantire che tutta la comunità venga preservata, se questo verrà meno anche la nostra obbedienza inevitabilmente dovrà mutare.

    La speranza di tutti é che molto presto questo virus si stanchi del tutto e che lentamente potremo tornare a vivere le nostre vite cercando di portare avanti le nostre attività e questo anno in ogni modo sarà un’impresa più che ardua: ci aspettiamo che chi di dovere si metta una mano sulla coscienza per preservare le nostre attività.

    Non chiediamo assistenzialismo ma sostegno e comprensione.

    Federico

    AGRITURISMO PODERE FELCETO (Panzano, Greve in Chianti)

    L’attività agrituristica, come molte altre, dipendono dall’afflusso turistico, che al momento è fermo senza sapere quando potrà ripartire, è per questo che la ripresa per noi sarà più difficile. Inoltre la nostra produzione agricola, legata prevalentemente alla vendita ai clienti della struttura, ne risente anch’essa.

    La nostra famiglia sta continuando a prendersi cura dell’azienda nell’attesa di una riapertura che speriamo avvenga il prima possibile.

    Mentre noi cerchiamo di limitare tutte le spese per quanto ci è possibile, ci appelliamo alle istituzioni per sostenerci in questo momento difficile sospendendo alcune tasse, dal momento che non ci è possibile fatturare anche solo per autosostenerci come pensiamo di poter riuscire a pagare anche le tasse!?

    Pensiamo che sarebbe ragionevole quindi annullare tasse come la Tari associata a un’utenza non domestica e relativa all’attività turistica al momento sospesa. Sarebbe opportuno anche rateizzare negli anni avvenire altre tasse come l’Imu.

    Riteniamo opportuno che le istituzioni abbiano un occhio di riguardo verso tutte le attività turistiche su cui si fonda l’economia di determinate zone, come quella del Chianti.

    Per quanto riguarda la riapertura attendiamo che ci vengano fornite delle direttive precise e attuabili, dettate dal buon senso, da poter seguire sia per quanto riguarda la sanificazione dei locali, il rapporto con il cliente e dei servizi annessi soprattutto la gestione delle piscine.

    Speriamo che le nostre caratteristiche di agriturismo, quali una posizione lontana dagli agglomerati urbani e immersa nel verde, possa essere un fattore di maggior sicurezza.

    Yara

    VILLA FABBRONI (San Polo, Greve in Chianti)

    La situazione attuale è molto difficile, come immagino tante, se non tutte le altre strutture, abbiamo avuto molte cancellazioni e ci apprestiamo a passare una stagione con la struttura completamente vuota.

    Non credo che sarà semplice ripartire, al momento non sa sappiamo quando questo potrà accadere, ma soprattutto non c’è nessuna richiesta da parte di probabili clienti

    Ancorché ci fossero richieste, dovremmo prendere la decisione di ospitare soltanto un quarto della clientela abituale per evitare sovraffolamenti nelle aree comuni come piscina… .

    Molti di noi hanno fatto investimenti e migliorie in previsione di quelle che erano le prenotazioni future e la soluzione non può essere facendoci prendere mutui e finanziamenti.

    E’ una situazione che non abbiamo scelto, ma come non è colpa loro, non è neanche colpa nostra e non possiamo indebitarci per questo, con il rischio di non riuscire a venirne fuori.

    Mi aspetto che le istituzioni vengano incontro a quelle che sono le nostre esigenze, che a fronte di tanti anni in cui abbiamo versato in tasse molti dei nostri incassi, adesso ci sostenga dandoci indietro qualcosa, non può essere sempre e solo un avere.

    E non intendo necessariamente di darci dei soldi, ma può essere una soluzione anche l’azzeramento di quelle che saranno le imposte per l’anno 2020.

    Stefano

    BORGO CASA AL VENTO (Gaiole in Chianti)

    Per la mia azienda il Covid-19 ha causato ingenti danni economici con ripercussioni gravi anche sul lavoro.

    A Borgo Casa al Vento, abbiamo subito cancellazioni per oltre 180.000 euro nel solo mese di marzo e non abbiamo più ricevuto alcuna prenotazione per tutta la stagione.

    Gli investimenti programmati per la riapertura erano stati eseguiti tra gennaio e febbraio ed ora ci troviamo con forniture da pagare.

    I dipendenti stagionali che di norma assumiamo prima della Pasqua con contratto stagionale (5 persone) non sono state assunte e non saranno assunte. Oggi noi siamo pronti a riaprire ma non abbiamo idea di cosa ci viene richiesto a livello di adempimenti igienico sanitari.

    La sola certezza è lo sciacallaggio a cui siamo sottoposti da tanti nuovi fornitori che propongono dispositivi di sicurezza, attrezzatura per la sanificazione.

    Ma spendere oggi senza alcuna prospettiva di fatturato è a mio avviso folle. Lo Stato? Assente. Assente insieme a tutte le istituzioni dell’apparato statale che dovrebbe essere vicine all’impresa.

    Mi riferisco ai Comuni che dovrebbero esercitare una funzione di guida costante sul territorio e che invece sembrano altrettanto confusi e disorientati.

    Sono necessari interventi seri, concreti ed urgenti: 1) sgravio fiscale, perché il primo segnale di vicinanza dello Stato è quello di non richiedere imposte sul periodo di non produttività 2) finanziamenti a fondo perduto, per coprire la mancata produzione 3) finanziamenti a 30 anni a tasso zero per finanziare la ricostruzione di un mercato che in soli 2 mesi si eè disintegrato e che ci vorranno anni per ricostruire. 4) è poi necessario che gli uffici Asl non si accaniscano in un operazione di controllo mirato a sanzionare, ma nei primi 6 mesi gli operatori Asl dovrebbero eseguire solo controlli preventivi e consultivi per aiu are le imprese a fare interventi che devono essere adeguati ad ogni singola realtà.

    Troppo spesso infatti l’agriturismo e la ristorazione agrituristica subisce la richiesta di adempimenti di carattere generico ma che spesso per la tipologia di attività agricola e turistica non sono applicabili o se applicabili hanno costi sproporzionati.

    Da quando questa crisi sanitaria è iniziata ci hanno bombardato di terrore tramite TV e media, senza però dare concreti segnali di speranza, senza mai trasmettere positività e fiducia.

    Dire solo “Andrà tutto Bene” è una grande falsità quando poi quotidianamente non si fa altro che parlare di morti e contagi anche dove non ci sono.

    Francesco

    AGRITURISMO MONTELUCCI CHIANTI (Gaiole in Chianti)

    In qualità di titolare di agriturismo nel Chianti, che lavora su base stagionale (6/7 mesi l’anno), mi aspetterei dalle istituzioni tutte e quindi Governo, Regione e Comuni che, fino a che non venga trovato un vaccino, venga prolungata la sospensione dei mutui almeno fino a marzo del 2021 e che vengano anche cancellati i contributi previdenziali e tutti i tributi sia a livello aziendale che a livello personale (come privati).

    È essenziale, inoltre, ai fini della riapertura ma soprattutto per la sopravvivenza dell’impresa, un contributo a fondo perduto pari al 25% del fatturato del 2019.

    Mi preme sottolineare l’importanza della cancellazione e non della sospensione di tutti i tributi e contributi a livello aziendale e personale, in quanto gli incassi o non ci saranno proprio o saranno in misura drasticamente ridotta e quindi la sola sospensione comporterebbe un aggravio insostenibile per la prossima stagione.

    Simona

    VILLA IL FEDINO (San Casciano)

    L’epidemia di Covid-19 ha prodotto innegabilmente un disastro di grandi dimensioni nel settore turistico, noi siamo una piccola azienda che opera con passione, insieme a tante altre, per promuovere sempre di più il già consolidato buon nome della Toscana turistica.

    Al momento ci sentiamo prostrati dal peso dell’incertezza con il quale tutti dobbiamo fare i conti, ma è necessaria una forte reazione al contesto di emergenza che il territorio sta vivendo.

    Tutto questo però crediamo che sia impossibile senza l’aiuto concreto delle istituzioni Italiane ed Europee in termini di capacità di spesa, non ultima una snellezza burocratica che ci permetta di ripartire senza il senso di vuoto sotto i piedi che al momento ci accomuna un po’ tutti.

    Lorenzo e Alessandra

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