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mercoledì 22 Maggio 2024
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    Intervista al giornalista che ha definito il grevigiano il “gianniletta” di Matteo

    "Matteo Renzi, il rottamatore del Pd" (Vallecchi, 2011): è il titolo del libro scritto dal giornalista del Corriere Fiorentino, David Allegranti (in foto sopra), uscito lo scorso anno, che ha fatto molto discutere e in cui, rimanendo al nostro Chianti, è stato coniato un soprannome davvero particolare per uno degli uomini più vicini a Matteo Renzi.

     

    Stiamo parlando di Marco Carrai, grevigiano doc, oggi fiorentino e cittadino del mondo assieme al sindaco di Firenze. Se ne parla da mesi della figura di Carrai, spesso definita oscura, nascosta: banche, Opus Dei, mondo della finanza. Di tutto, di più.

     

    E oggi, alla vigilia dell'arrivo a Greve in Chianti dello stesso Renzi, previsto per sabato 24 novembre alle 18 (ci sarà Carrai…?), abbiamo deciso di approfondire meglio la figura di questo 37enne grevigiano che sul profilo Facebook, al posto della sua foto, ha messo uno scatto di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Facendo quattro domande, appunto, ad Allegranti: cronista/notista politico del Corriere Fiorentino, giovane (non rottamabile quindi…) e brillante osservatore.

     

    Allegranti, lei nel suo libro ha definito Marco Carrai il "gianniletta" di Matteo Renzi. Ci spieghi meglio…

    “Anzitutto Carrai è uno dei migliori amici di Renzi, si conoscono da quando erano ragazzi. Ma, appunto, è anche il “Gianni Letta” del Rottamatore, un ottimo diplomatico che risolve e cura situazioni complicate. Negli anni è riuscito a costruire una sorprendente rete di rapporti economici e imprenditoriali che ha consentito al sindaco di Firenze di allacciare relazioni con intellettuali, politici, finanzieri non solo italiani. Per dire, Oscar Farinetti e Alessandro Baricco, due sostenitori della campagna elettorale di Renzi, sono amici di Carrai”.

    Secondo lei quanta influenza ha Carrai nelle scelte politiche di Renzi?

    “Difficile dirlo. Renzi è una spugna; ascolta dieci persone e da ognuna, se c’è qualcosa che gli piace, prende in prestito qualcosa. Certo, Carrai è molto ascoltato. Soprattutto sulla vicenda di Davide Serra, il finanziere al centro del cosiddetto ‘caso Cayman’, credo abbia avuto non poco peso nell’atteggiamento da tenere”.

    E Renzi, quanta fiducia ripone in Carrai?

    “Moltissima. Non se ne separerebbe mai. Uno dei pochi del clan renziano ad avere questo privilegio”.

    Una virtù e un vizio del Carrai che lei ha avuto modo di conoscere…

    “Carrai è una persona molto curiosa, il che lo rende una persona intelligente. Talvolta, invece, può apparire un po’ vanitoso…”.

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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