GREVE IN CHIANTI – In questo periodo più che mai abbiamo bisogno di belle storie. E quella che vi stiamo per raccontare lo è di certo.
Protagonisti sono tre, come i moschettieri, ma invece che impugnare spade impugnano strumenti musicali e matite colorate; invece che muoversi in sella ai loro destrieri guidano un Renault Kangoo con tanto di mattoncino disegnati e tettuccio rosso.
A raccontarci la loro storia è una delle protagoniste, Eleonora Nava, grevigiana, che, insieme a Elisa Bagni e successivamente con Michele Radaelli hanno dato vita alla “Macchina delle parole”.
“Tutto è iniziato l’anno scorso – inizia a raccontare- quando l’associazione culturale Tiravento ha chiesto a me ed Elisa, entrambe educatrici, di fare da animatrici ai bambini in occasione dell’anno rodariano a Panzano in Chianti”.
“Per far qualcosa di diverso – continua Eleonora – mentre Elisa leggeva le storie, interpretandole grazie ai suoi studi da attrice e alla sua passione per il teatro, io le disegnavo”
“Questo format riscosse fin da subito un gran successo – aggiunge – cosicché decidemmo di girare qualche video sui gruppi whatsapp, principalmente ai nostri amici e conoscenti. E devo dire è piaciuto a tutti”.
“Dopo il lockdown – torna indietro con la memoria a qualche mese fa – domenica 17 maggio io ed Elisa siamo andate a giro per il nostro territorio, soffermandoci nelle piazze e sotto le case dei bambini. È stata un’emozione unica vedere il sorriso negli occhi dei bambini, specialmente considerato il periodo appena trascorso”
Successivamente si è unito a Michele, educatore e operatore teatrale che da sempre lavora con i bambini: “Noi tre insieme abbiamo continuato a portare le storie per il Chianti, principalmente a Panzano e Greve”.
“Da qualche giorno – e viene all’attualità – un’intera classe delle elementari di Greve è stata messa in quarantena a causa del Covid; così giovedì scorso abbiamo deciso di tornare a “far visita” ai bambini, le cui mamme desideravano far passare qualche minuto di spensieratezza”.
Lo confermano le mamme, che ci tengono a “ringraziare dal più profondo del cuore questi ragazzi per aver regalato questo intrattenimento ai nostri bambini. Erano felicissimi, affacciati alle finestre, di poter entrare in contatto con il mondo fuori. E, non è scontato, a titolo completamente gratuito”.
“Progetti futuri? Ci piacerebbe – risponde Eleonora – portare le storie, la letteratura, e più in generale cultura in giro: ci stavamo preparando per questo, adesso la situazione pero’ è un po’ instabile ed è difficile fare previsioni. Noi ci sentiamo un po’ come i cantastorie di una volta: e ci piace da matti”.
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