lunedì 1 Marzo 2021
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    La testimonianza: “Nella mia vita tanti problemi di salute. Ma mai stato male come col Covid-19”

    Francesco Casprini, grevigiano, conosciuto praticamente da tutto il paese, ci racconta la sua esperienza: iniziata a novembre e passata attraverso 10 giorni sotto il casco per l'ossigeno...

    GREVE IN CHIANTI – Questo 2021 è partito con l’inizio delle vaccinazioni contro il Covid-19, che rappresentano la luce in fondo al tunnel. Un tunnel, però, ancora molto lungo e pieno di ostacoli.

    Oggi vi raccontiamo la storia (per fortuna lieto fine) di un grevigiano, Francesco Casprini, conosciuto da tutti per il suo impegno in politica, il suo lavoro in Comune ed il libro autobiografico (“La felicità di un infelice”, qui la video presentazione da cui è tratta la foto) scritto di suo pugno.

    Positivo al Covid-19 a novembre, il ricovero in ospedale, i problemi ai polmoni, il casco per l’ossigeno. E poi la guarigione, il ritorno a casa, l’affetto degli amici e dei parenti.

    “E’ cominciato tutto con qualche linea di febbre – comincia la sua storia Francesco – poi, con il passare dei giorni, la febbre non abbassava e si sono aggiunti altri sintomi. A quel punto mi è stato fatto fare il tampone e sono risultato positivo. Sono rimasto qualche altro giorno a casa, ma poi è stato necessario il ricovero”.

    “Una radiografia ai polmoni – prosegue Francesco – ha evidenziato una polmonite interstiziale. I medici mi dissero che sarei stato ricoverato. Trasferito a Careggi, sotto diretto controllo dei dottori che mi seguono da anni a causa dei miei problemi di salute”.

    “E’ molto importante per me ringraziare il dottor Carlo Nozzoli e tutto il suo staf – dice emozionato – è grazie a loro se adesso sono qui. E mai dimenticherò il loro impegno, lo sforzo costante. I tentativi di tirare su il morale a noi pazienti anche nei momenti peggiori, le parole di incoraggiamento e le battute per farci fare una risata. Il tentativo, di far sembrare quel reparto Covid un posto sereno”.

    “Dopo pochi giorni dall’inizio del ricovero – prosegue Francesco nel suo racconto – la saturazione è scesa ed è stato necessario usare il casco. Dieci giorni di casco, dieci giorni estraniato dal mondo, con un rumore costante che impedisce la comunicazione, impedisce la concentrazione, rende difficoltoso il riposo. Me lo toglievano solo per la terapia e per fare una telefonata veloce. E poi subito nuovamente dentro quel frastuono”.

    “In quei giorni pensi a tutto quello che sei stato – la voce si fa leggera, riaffiorano i ricordi – la lotta politica, le scelte fatte, mia madre che non c’è più, gli amici, che rischio di non rivedere. Ripensi a tutto ciò che hai fatto, a cosa rifaresti e cosa vorresti cambiare. Intanto il tempo passa e con esso le persone sui letti passano, non sempre con la conclusione che tutti vorremmo”.

    “Dopo circa un mese e mezzo – continua nel racconto – sono tornato a casa. E devo dire che l’affetto che in molti mi hanno dimostrato mi ha aiutato molto ad uscire da questa situazione. Un grazie particolare a Barbara Mecatti, una persona davvero speciale, e a mia sorella, che ha dato ulteriore conferma di quanto sia una donna fondamentale per la mia vita”.

    “Purtroppo – conclude Francesco – nel corso degli anni  ho avuto diversi acciacchi, ho subito molti interventi, ma mai sono stato male come con il Covid. Penso sia importante capire quanto sia pericoloso, e che sforzo genera nella sanità. La fatica ed il rischio che ci sono per gli operatori sanitari sono impressionanti. Penso che sia importante parlarne e dare voce a testimonianze come questa, solo così si capisce davvero cosa significhi… pandemia”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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