Ecostazione a Meleto: Legambiente critica (più sul metodo che nel merito)

"I cittadini sanno cosa è? Sono stati coinvolti nella decisione? No: e ne prendiamo atto con amarezza"

MELETO (GREVE IN CHIANTI) – Dopo un gruppo di cittadini residente in zona, e dopo il candidato sindaco di centrodestra Claudio Gemelli, anche Legambiente Chianti Fiorentino critica (più nel metodo che nel merito) la realizzazione di un'ecostazione nella zona artigianale di Meleto.

 

"Premettiamo – esordisce Legamentie – che il circolo ha come sua mission peculiare la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo sostenibile del Chianti Fiorentino, ma più in generale di tutto il Chianti. Un comprensorio fragile e unico nel suo genere, caratterizzato com’è da un paesaggio ammirato e amato da cittadini e turisti di tutto il mondo".

 

"Desideriamo – rimarcano – esprimere il nostro apprezzamento per la spontanea partecipazione di cittadini alle scelte che riguardano il loro territorio ed anche il nostro apprezzamento per l’interesse a questo tema da parte di media nazionali".

 

"La gestione dei rifiuti nel Chianti Fiorentino – proseguono – ha visto una positiva evoluzione con l’introduzione del “porta a porta” e comunque con una maggiore attenzione alla differenziazione dei rifiuti. Il comune di Greve in Chianti non ha l’isola ecologica e per i cittadini sarebbe positivo vederne la sua realizzazione".

 

Qui la critica principale: "Ci chiediamo: i cittadini sanno cos’è l’”isola ecologica”? E’ stato ben spiegato che progetto di massima si vuole realizzare a Meleto? In qualche fase della decisione (si tratta di un periodo abbastanza lungo) gli amministratori che si sono avvicendati hanno coinvolto, hanno cercato la partecipazione dell’intera comunità ed in particolare dei cittadini più vicini all’area interessata? Queste domande hanno una risposta negativa e ne prendiamo atto con amarezza".

 

"Quando la decisione è stata definita – spiegano – il luogo individuato dagli amministratori (presenti e passati) nell’area artigianale di Meleto ha visto inevitabilmente aprirsi un forte conflitto tra i cittadini della zona e gli amministratori. L’area artigianale di Meleto denuncia chiaramente la mancanza di una progettazione di arredo e verde urbano che potrebbe renderla, non soltanto importante dal punto di vista produttivo, ma anche pregevole dal punto di vista paesaggistico".

 

"Vicino all’area di Meleto – ricordano – come in molte altre parti del Chianti, vi sono storici castelli e paesaggi mozzafiato che ci rendono famosi in tutto il mondo. Ad esempio anche vicino all’area industriale di Testi ci sono gli storici castelli di Verrazzano e Vicchiomaggio. Non lontano da Meleto passa l’antica via etrusca che prosegue sul crinale dei Monti del Chianti e che serviva a collegare Fiesole a Chiusi e Volterra".

 

"L’antica via – tengono a dire – è divenuta poi percorso di pellegrinaggi medioevali, lungo il suo tracciato sono presenti tratti lastricati, parte di questi tratti è a monte dell’area artigianale di Meleto. Il circolo ha elaborato un progetto per recuperare gli antichi cammini del Chianti, mettendo a rete quelli già studiati e recuperati, integrando le parti mancanti per ricreare i collegamenti tra Firenze e Siena, quindi con la via Francigena, ed all’interno del Chianti, con lo scopo di far decollare un turismo lento che già guarda a noi, che ha notevoli potenzialità di sviluppo e per il quale un territorio come il nostro è naturalmente vocato. Presenteremo il progetto ai futuri sindaci, ma siamo a disposizione per parlarne con tutti gli attuali candidati interessati".

 

"Ci teniamo a sottolineare – rilanciano – che il Chianti non è soltanto viti e vino, ma anche tanto altro: biodiversità, preziose memorie storiche, artistiche ed identitarie di fondamentale importanza. Per tutelare e conservare il patrimonio che per nostra fortuna abbiamo ereditato è necessario che tutta la comunità collabori responsabilmente e consapevolmente a scelte sostenibili, del resto ormai ineluttabilmente divenute obbligatorie per tutto il pianeta a causa dei cambiamenti climatici indotti dall’uomo".

 

"Sarebbe auspicabile – è la convinzione del circolo del Chianti Fiorentino di Legambiente – vedere una solida partecipazione anche per altre scelte dell’amministrazione che interessano il territorio di Greve in Chianti. Ci riferiamo ad esempio alle scelte relative alla Fattoria San Michele, di proprietà del comune stesso, inserite nei piani recentemente adottati dall’attuale amministrazione. Anche per queste scelte non ci risulta che i cittadini conoscano i progetti che riguardano un così importante bene comune, non ci risulta che i cittadini, i portatori di interesse siano stati coinvolti in un serio processo di partecipazione".

 

"Noi – concludono – abbiamo invitato tutti i candidati sindaci ad esprimersi e confrontarsi pubblicamente perché riteniamo emblematicamente le scelte riguardanti Monte San Michele un chiaro indicatore utile a farci capire dove i futuri amministratori vogliono portare Greve e il Chianti". 

di Redazione

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