GREVE IN CHIANTI – "Abbiamo appreso dalla stampa che sabato 4 maggio è stato dichiarato il “Demolition day”, poiché sono iniziate le operazioni di demolizione del così rinominato “ecomostro”, lo scheletro in cemento armato che accoglie i visitatori di Greve per chi viene da Firenze. Non possiamo che felicitarci che una brutta vicenda urbanistica che dura da molti anni si stia, speriamo, avviando a conclusione. Poniamo però alcuni quesiti alla giunta ed alla maggioranza".
Inizia così la riflessione di Simone Secchi e della lista Viva – Cittadini per Greve in Chianti, in seguito all'evento di sabato scorso lungo la Chiantigiana all'ingresso del capoluogo – Se l’ecomostro viene demolito perché abusivo, come anche si cita nell’articolo del Gazzettino del Chianti, chiediamo che la stessa procedura venga avviata anche per i numerosi altri immobili in condizioni analoghe (uno ci sembra presente sull’altro lato della strada a breve distanza, altri a Strada in Chianti, lottizzazione Scopeto, un altro al Ferrone, lottizzazione Casalone) e che chi ha rilasciato le autorizzazioni, ovvero lo stesso Comune di Greve, si assuma la responsabilità tecnica e politica di quanto successo".

"In passato infatti – ricordano Secchi e la lista Viva – alcuni sostenitori dell’attuale maggioranza hanno in più occasioni negato l’esistenza a Greve di un qualsiasi problema di legittimità di alcuni atti urbanistici approvati. Se invece l’ecomostro viene demolito per esigenze della nuova proprietà o per necessità progettuali e tecniche legate alla nuova destinazione dell’immobile, che evidentemente può non essere più idonea allo scheletro in cemento armato esistente, allora l’amministrazione non ha motivo di celebrare questa operazione in pompa magna perché si tratta di una lecita e normale operazione immobiliare attuata da un lodevole soggetto privato".
"Chiediamo a questo riguardo – concludono – che tra le opere di urbanizzazione previste per questo intervento edilizio sia prevista la realizzazione, anche solo parziale, della pista pedonale e ciclabile che dovrebbe collegare Greve con Greti. In questo modo, peraltro, si offrirebbe ai cittadini, ai turisti ed ai visitatori dell’azienda, la possibilità di fruire di uno dei paesaggi agrari più tipici del comune di Greve".
di Redazione
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