GREVE IN CHIANTI-IMPRUNETA – L'emergenza migranti è sulle prime pagine dei giornali e nelle immagini di tutti i telegiornali di questi giorni.
Da settimane anche il Chianti fiorentino sta facendo la sua parte, con i Comuni che stanno rispondendo alle richieste della Prefettura sulla base del modello-Toscana, ovvero accoglienza di piccoli gruppi in strutture del territorio.
Gruppi che poi, grazie al lavoro delle amministrazioni comunali, delle associazioni e di coloro che si occupano della loro accoglienza, vengono inseriti in progetti di contatto con le realtà locali e di integrazione.
Ovviamente però le difficoltà non mancano: da un lato nel reperimento delle strutture, dall'altro nel far "digerire" a una parte di popolazione locale questo tipo di accoglienza.
I sindaci ce la stanno davvero mettendo tutta: anche il Comune di Greve in Chianti ha dato alla Prefettura le risposte attese, con undici migranti accolti in una struttura del Ferrone e altri 32 arrivati venerdì.
Ben 43 persone, che però hanno destato qualche perplessità a Impruneta, che ha accolto decine di migranti alla ex Locanda degli Scopeti (in foto): il sindaco Alessio Calamandrei ha espresso, durante la chiusura dei festeggiamenti del centenario della Bcc imprunetina, tutte le sue preoccupazioni per la situazione.
In particolare ha stigmatizzato "voci, spesso infondate, che si sono già sparse in paese". "Serve l'aiuto di tutti – ha lanciato un appello – in particolare dei giovani, per integrare nelle nostre comunità queste persone".
Poi però, venuto a sapere dei nuovi arrivi a Greve (i 32 saranno alloggiati in un immobile che, formalmente, è dentro ai confini comunali di Impruneta), associati agli undici che già erano al Ferrone (quindi praticamente sul confine con il comune imprunetino)… un po' di preoccupazione è tornata ad affacciarsi.
di Matteo Pucci
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