GREVE IN CHIANTI – "L’assemblea della Coop del 28 luglio scorso ha messo in evidenza come l’uso delle 5 deleghe previste da Regolamento è stato determinante sull’esito della votazione: i voti espressi sono stati 296, di cui 96 da parte di soci fisicamente presenti e 206 per delega. Ecco perché, se si intendono mantenere le cinque deleghe, è necessario regolamentare in maniera più stringente tutte le operazioni elettorali".
A dirlo è un gruppo di soci della Cooperativa Italia Nuova di Greve in Chianti, che da mesi sono "scesi i campo": fra loro Elena Prosperi, Armando Cellai, Samuele D’Ignazi, Marisa Pallanti, Lorenzo Tancredi, Maurizio Crini, Sandra Talluri, Cosimo Minneci, Marcella Minocci.
Modifiche che, sostengono i soci, devono "cominciare dalla Commissione Elettorale, che non ha praticamente potere alcuno, tranne verificare che i candidati abbiano i requisiti previsti dal Codice Civile. Tutto il resto delle operazioni è nelle mani del presidente uscente e del personale da lui incaricato".
"In pratica – riprendono – con la bozza di Regolamento che è stata riproposta nell’assemblea del 13 dicembre scorso, le elezioni verrebbero gestire da colui che vuole essere rieletto. Si pone quindi il problema che tutta la fase elettorale venga gestita da un organismo, la Commissione Elettorale, completamente indipendente".
"All’assemblea – informano – abbiamo pertanto proposto e fatto approvare le seguenti modifiche al regolamento: all’art 1 abbiamo previsto che tutta la faccenda delle deleghe venga gestita dalla Commissione Elettorale; la Commissione Elettorale verrà nominata dalla assemblea precedente a quella del rinnovo delle cariche sociali e resterà in carica fino all’insediamento del nuovo consiglio; la Commissione selezionerà le candidature e non dovrà avere al proprio interno persone che abbiano rapporti commerciali o vincoli di parentela con amministratori uscenti o entranti; la Commissione Elettorale gestirà tutte operazioni elettorali Queste modifiche sono state approvate alla quasi unanimità".
"Avremmo preferito – concludono – che fosse abolita anche la previsione delle 5 deleghe e che si passasse alla previsione di una delega per ogni socio. Ma almeno così sarà garantita quella imparzialità che finora e, specialmente in occasione dell’assemblea elettorale di luglio, non è stata assolutamente garantita".
di MATTEO PUCCI
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