“L’Europa e il Filo Spinato”: la mostra di Alfredo Correani al Museo di San Francesco

Da sabato 6 luglio: "Vorrei sensibilizzare il pubblico su un tema che mi sta molto a cuore"

GREVE IN CHIANTI – 18 dipinti diversi, colori e poesia, e un solo filo conduttore: il filo spinato, da sempre simbolo di esclusione e sofferenza umana.

 

È questo il tema che percorre tutti e 18 i quadri di Alfredo Correani, pittore che da anni ormai vive e lavora a Greve, raccolti nella mostra d’arte "L’Europa e il Filo Spinato".

 

Si terrà al Museo di San Francesco di Greve in Chianti e sarà inaugurata sabato 6 luglio (ore 17). Il titolo scelto dall’artista lega tutte le opere e porta chiaramente a riflettere su come il filo spinato, tanto sottile ma tanto aguzzo e ostile, sia diventato nella storia un’arma per l’uomo, da usare contro altri uomini, un muro fisico e una barriera ideologica allo stesso tempo.

 

“Quello che mi interessa – spiega Correani – non sono le pennellate, la tecnica o i colori. Certo, anche questi hanno la loro logica, ma vorrei che fosse il messaggio a passare. Vorrei sensibilizzare il pubblico su un tema che mi sta a cuore. La nostra attualità vede ripetersi, proprio attraverso l’uso spietato del filo spinato, fenomeni d’esclusione del diverso e del più debole, l’alzarsi di barriere che infliggono ferite profonde a bambini, donne, uomini che già ne portano a migliaia e che solo ci chiedono aiuto”.

 

Un tema che il pittore ha già avuto occasione di esporre, con la stessa raccolta di dipinti, al Circolo delle Vie Nuove, in viale Giannotti, accompagnato da versi e parole di personaggi come Alda Merini, Don Lorenzo Milani, Padre Ernesto Balducci e molti altri.

 

Tra i dipinti che si potranno ammirare sono in particolare quattro grandi tele a contenere il nocciolo della riflessione dell’autore.

 

Si tratta di quattro dipinti che ripercorrono i momenti cruciali dello scorso secolo in cui il filo spinato è diventato attore storico, segno della disumanità di cui l’uomo è capace.

 

“Partendo dalla guerra del '15-'18 – prosegue Correani – e quindi dal filo spinato delle trincee, sono passato poi ai campi di concentramento nazisti, al Muro di Berlino, sopra al quale chilometri di filo dividevano concittadini. Per chiudere infine il cerchio con quello che poi è stato il mio punto di partenza: i giorni nostri, e l’uso che ancora si fa del filo contro i migranti, contrario alle radici identitarie dell’Europa intera. Queste quattro tele soprattutto dovrebbero far riflettere su come la storia si ripeta, sebbene camuffandosi”.

 

Un cambio di rotta e di panorami, per un artista come Correani, che da sempre ama rappresentare le dolci linee dei colli che lo circondano, e che stavolta si rivolge piuttosto alla drammaticità dei volti dell’immigrazione, sintetizzata da colori meno gioiosi, pennellate rapide, linee meno impetuose, che creano un’atmosfera silenziosa, grave e dolorosa.

 

“Ho sempre amato dipingere paesaggi – dice – ma l’anno scorso, dopo aver visto un’esposizione a Palazzo Strozzi dedicata agli anni ’50 e ai caldi anni di contestazioni che seguirono in Italia, mi sono reso conto di quanto artisti come Fontana, Guttuso, Schifano e molti altri fossero impegnati a rappresentare un periodo storico importante come quello che vivevano”.

 

“Così – conclude il pittore – anche io ho pensato che fosse giusto farlo in quanto artista, perché tempi storici importanti richiedono un’arte che sappia rappresentarli e trasmetterli nel tempo, e di fronte a quello che stiamo vivendo oggi non si può far finta di niente, non si possono voltare le spalle”.

 

Si ricorda che la mostra sarà inaugurata sabato 6 luglio dalle ore 17, e che sarà visitabile fino al 21 dello stesso mese, con ingresso gratuito. Orario di apertura: martedì, giovedì, venerdì dalle 16 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

di Redazione

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...