GREVE IN CHIANTI – L'inaugurazione è fissata per sabato 4 aprile alle 17: stiamo parlando di "Garage d'artista: opere ritrovate… fra sacro e profano", l'attesissima mostra di Alfredo Futuro al Museo di San Francesco di Greve in Chianti, dove rimarrà visibile fino al 26 aprile.
Organizzata dal Comune di Greve in Chianti, riguarda un artista particolarmente amato e apprezzato. Qui sotto il testo di Marco Hagge, giornalista del TGR toscano, sindaco di Greve in Chianti dal 2004 al 2009.
Alfredo Futuro indossa il suo soprabito scuro con la svagata leggerezza di un personaggio di Folon.
Non a caso, quando il Comune di Greve in Chianti, qualche anno fa, organizzò alla Limonaia di Panzano la mostra dedicata all’artista belga, Massimo Mariottini, all’epoca Assessore alla Cultura, propose che a disporre le opere fosse proprio Alfredo: e in effetti fu una scelta azzeccata, come del resto lo fu, a suo tempo, la scelta del cognome con il quale ha deciso di chiamarsi.
Elegante nel tratto e nella parola, Alfredo dà l’idea, a chi ha la fortuna di conoscerlo, di abitare in una dimensione spazio-temporale che si è creato ad hoc (secondo il già citato Mariottini, a cavallo fra la Belle époque e il terzo millennio), nella quale concepisce e realizza le sue opere con una sorte di lieta indifferenza, e una versatilità tecnica non comune.
Qualche settimana fa mi si è materializzato davanti al semaforo di un incrocio, e mi ha raccontato che, dovendo trasferire il suo studio, ha riscoperto con stupore una quantità di opere di cui non ricordava l’esistenza. Io ho commentato che la cosa è naturale: quando un comune mortale svuota un garage, trova antiche tenute da sci o malinconiche enciclopedie di arte culinaria; in occasioni analoghe un artista non può che trovare opere d’arte in paziente attesa di essere riscoperte e riconosciute.
L’idea della mostra nasce da questo incontro: dobbiamo essere riconoscenti all’amministrazione comunale per averla resa possibile, come omaggio alla generosità creativa, all’ironia e all’intelligenza di un artista che ha scelto di vivere sul nostro territorio.
Sia che disegni, sia che scriva con la sua grafia inconfondibile (i suoi biglietti, più che scritti sembrano decorati), sia che dipinga, sia che realizzi i suoi congegni di sapore leonardesco, Alfredo testimonia un amore alla creatività che oltrepassa la dimensione estetica per diventare lezione di vita. Con la stessa svagata leggerezza foloniana, che gli auguro di continuare felicemente a indossare e ad insegnarci.
Marco Hagge
di Redazione
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