giovedì 16 Luglio 2020
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    Federico Fubiani e il suo mondo fantasy: biblioteca piena per il suo secondo libro

    Presentato pubblicamente "Le memorie di Roksteg – I re perduti di Gherrod": le parole dell'autore

    GREVE IN CHIANTI – A poche settimane dalla pubblicazione si sono tenuti, la mattina di sabato 27 aprile, l’incontro con Federico Fubiani e la presentazione del suo secondo romanzo fantasy e secondo capitolo della saga, “Le memorie di Roksteg – I re perduti di Gherrod”.

    Il tutto si è svolto presso la biblioteca comunale di Greve, che quest’anno offre un programma ricco di incontri dedicati a una letteratura “made in Greve”.

    L’incontro si è aperto con la proiezione di un breve video, un vero e proprio trailer del romanzo realizzato “in casa”, grazie alle voci di uno dei figli dell’autore e della compagna di teatro, Bianca Masini. È proprio da esso che si è sviluppata la presentazione del sequel.

    “Nella prefazione – spiega Fubiani – ho specificato quanto ci tenga a mantenere vivi i giochi di ruolo su cui si basava anche il primo capitolo della saga. Si tratta di brevi storie avventurose che avevo ideato per intrattenere i miei figli e i loro amici, per evitare che passassero troppo tempo attaccati ai cellulari. Sulla base di questi ho creato, quasi per caso, il primo volume e, proseguendo, ho deciso di fare lo stesso, perché credo che si tratti di un’attività che porta a socializzare ma anche a immaginare, e soprattutto stimola e apre la mente, proprio come fa un libro”.

    Tra le tante cose, si è parlato anche del fantasy, un genere molto particolare, erroneamente considerato di serie b, etichettato come facile e da ragazzini.

    Eppure, giganti come Tolkien e, più recentemente, “Il trono di Spade”, smentiscono queste false idee e dimostrano quanto tanto meno il fantasy abbia a che vedere con la letteratura per ragazzini.

    “Contrariamente alla mia idea iniziale – dice – il 90% dei miei lettori si è rivelato essere composto da miei coetanei e questo la dice lunga su come non sia assolutamente un genere scontato. Certo, tutto nel fantasy è possibile, ma comunque creare un mondo immaginario richiede pur sempre coerenza e delle regole a cui attenersi per far sì che sia credibile”.

    “E poi – prosegue Fubiani – il genere non è altro che una convenzione, una cornice. Ciò che veramente conta è quello che c’è dentro. Nel mio caso, il contenuto è l’amicizia. Il risveglio di Lephisto è un libro sull’amicizia, I re perduti di Gherrod sull’amicizia tra adulti, ed è il rapporto straordinario tra i protagonisti a colpire il lettore. Quel che mi ha fatto più piacere infatti è stato proprio ricevere complimenti da persone che hanno apprezzato il mio primo libro nonostante non amassero il fantasy”.

    Alla lettura e al commento di alcuni passaggi chiave del secondo capitolo della saga è seguita una raffica di domande per Federico, specialmente relative al suo futuro da scrittore (lui che lavora alla Coop di Greve)  e a quello della saga.

    Per il momento è già in cantiere il terzo romanzo, quello che dovrebbe chiudere la trilogia, ma per il dopo c’è ancora molta indecisione: insomma tempo al tempo, o meglio, tempo alle idee.

    “Scrivendo il terzo romanzo – racconta – ho sperimentato un vero e proprio blocco dello scrittore. Portare avanti tutti gli intrecci, tutti i personaggi, le loro storie, far sì che restino coerenti a se stessi, non contraddirmi…è molto complesso. Ho passato un periodo in cui non sono riuscito a scrivere una singola parola, ma ora ho ripreso grazie a qualche giorno di riposo. Dopo il terzo capitolo non so che farò: dovrò valutare a quel punto quanto sarà rischioso “allungare il brodo”. È tutta una questione di idee: se ci sono, bene, altrimenti non oserei mai rovinare ciò che ho fatto di bello e interessante”.

    “Devo ringraziare molto i miei lettori – conclude infine – perché questo libro nasce soprattutto dall’affetto e dal calore che mi avete dimostrato”.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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