L’assessore Esposito al Centrosinistra: “Offendono e ironizzano su un tema da trattare con rispetto”

GREVE IN CHIANTI – "Questa maggioranza sta lavorando in modo serio e le decisioni vengono prese in modo attento e riflessivo: le provocazioni di  Sel sono sempre strumentali".

 

Inizia così la replica di Maria Grazia Esposito, assessore alle pari opportunità, istruzione e formazione del Comune di Greve in Chianti, che replica alle accuse del Centrosinistra per Greve di essere, sulla concessione dei diritti alle coppie dello stesso sesso, un'amministrazione… di centrodestra (clicca qui per leggere l'articolo).

 

"Nel corso del consiglio comunale  del 29 agosto – ricorda l'assessore – il Centrosinistra per Greve (ovvero Sel, come da specifica autodefinizione dello stesso Pecorini) faceva una richiesta chiara ed impositiva. Si chiedeva al sindaco di emanare una direttiva che permettesse agli ufficiali di stato civile di trascrivere nei nostri registri matrimoni gay contratti all’estero".

 

"La maggioranza – tiene a specificare – ha deciso di rigettare la mozione in onore alla certezza del diritto e  distribuzione dei poteri dello Stato tra organi diversamente competenti, dimostrando un grande senso di responsabilità e correttezza".

 

Poi la presa di posizione politica: "Dobbiamo smettere di agire e reagire per provocazioni, anche se tali provocazioni vengono da un giudice di un tribunale di primo grado. È necessaria una riflessione sempre attenta dei temi che si vanno a trattare, soprattutto se tali temi attengono alla libertà individuale, evitando inutili strumentalizzazioni".

 

"Purtroppo – rilancia Esposito – spesso, le dichiarazioni rese  dalla minoranza, hanno dell’incredibile: offendono ed ironizzano su un tema che invece noi riteniamo debba essere trattato con  assoluta serietà e senso civico sempre nel rispetto dei nostri ordinamenti giuridici ed istituzionali". 

 

"Nel caso specifico – dice ancora – come è stato ampiamente discusso in consiglio, una direttiva nel senso richiesto, avrebbe avuto come conseguenza l’illegittimità degli atti, oltre che una disparità di trattamento tra persone residenti in Comuni diversi. Riteniamo non spetti ai giudici legiferare attraverso interpretazioni estensive, tanto meno l’amministrazione locale può andare oltre i poteri ad essa conferiti". 

 

"E’ evidente – ricorda –  che in Italia esiste un vuoto legislativo che è necessario colmare, ma noi crediamo che tale dibattito debba necessariamente svolgersi in Parlamento, in contraddittorio e attraverso un confronto aperto, anche tenendo conto della naturale evoluzione storica e culturale del nostro tempo".

 

"I fatti degli ultimi giorni – conclude Esposito – confermano che la nostra assunzione di responsabilità un senso lo ha, visto anche il contenuto della sentenza della Corte d'Appello di Firenze in merito alla vicenda di Grosseto; rinviamo così al mittente l’insipida ironia sul conferimento della cittadinanza onoraria al ministro Alfano… prospettata da Pecorini".

di Matteo Pucci

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