GREVE IN CHIANTI – Per adesso si tratta di una ricostruzione da valutare e confermare, ma si inizia a capire come Simonetta Bartolini, scomparsa domenica 5 aprile alle 16.30 dalla sua casa nel borgo di Novoli, vicino a Montefioralle, sia arrivata a Firenze fino (nella zona di via della Ruota).
Dove, attorno alle 14.30 di lunedì 6 aprile, mentre attorno a Greve in Chianti erano in corso le sue ricerche, è stata notata da un uomo che ha chiamato il 118: ed è finalmente giunta la notizia che era viva e stava bene (clicca qui per leggere l'articolo).
Sembra che Simonetta sia arrivata a piedi fino a Mercatale, nel comune di San Casciano: qui avrebbe passato la notte. Al freddo.
Poi, la mattina di lunedì 6 aprile, sarebbe salita su un autobus della Sita diretto in città: probabilmente senza biglietto, visto che non aveva con sé denaro. Pare che andasse alla ricerca della casa dove è cresciuta da bambina.
Una volta arrivata avrebbe iniziato a suonare ai campanelli: ai quali, ovviamente, non rispondeva nessuno di coloro che c'erano un tempo.
Un uomo però si è reso conto di questa donna, provata e in stato confusionale: è lui che ha chiamato il 118 e che ha permesso che Simonetta ritrovasse i propri cari.
Tuttora in osservazione, Simonetta era disidratata ma avrebbe riconosciuto i parenti che si sono precipitati presso l'ospedale di Santa Maria Nuova dove è stata ricoverata.
Non ricorda molto bene i passaggi che l'hanno portata fino in città: di sicuro fino a quando non ha suonato al campanello giusto nessuno si era accorto delle sue difficoltà e della sua situazione.
Per fortuna però, quando in molti stavano iniziando a disperare, è arrivato il lieto fine.
di Matteo Pucci
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