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mercoledì 5 Ottobre 2022
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    Nella notte. Poi chiama il 118 e fa finta sia stato un incidente domestico. Arrestato

    FALCIANI (IMPRUNETA) – Una vita di liti che è culminata, nella notte fra sabato 23 e domenica 24 novembre, in un accoltellamento che poteva avere esiti letali.

     

    Il tutto si è consumato lungo la via Cassia, all'altezza del cimitero degli Americani, nel comune di Impruneta: protagonisti due fratelli, italiani, di Figline Valdarno, che tornavano a casa (probabilmente facevano la strada che poi si snoda dal Poggio alla Croce), su una Fiat Panda Rossa, dopo aver passato la serata a Firenze.

     

    Al culmine dell'ennesima lite, il fratello più piccolo (25 anni) ha estratto dalle tasche un coltello a serramanico (l'aver portato con sé l'arma sta facendo pensare anche ad una premeditazione del gesto) e l'ha piantato nel fianco del maggiore (31 anni).

     

    Il fratello "accoltellatore" è incensurato, l'"accoltellato" invece ha qualche segnalazione. Il 31enne è stato portato all'ospedale Santa Maria Annunziata dal 118, chiamato dall'altrodopo essersi reso conto di quello che aveva fatto. E nella notte è stato sottoposto a intervento chirurgico.

     

    Il coltello era entrato per 8 centimetri nel fianco, in pratica tutta la lama: la prognosi è ovviamente riservata, ma non sarebbe in pericolo di vita.

     

    L'accoltellatore, ai sanitari dell'ospedale e ai carabinieri della Stazione di Grassina intervenuti, prima ha raccontato di un fantomatico incidente domestico. Poi, incalzato dai militari, ha raccontato quel che era successo per davvero.

     

    Le indagini, condotte dalla Compagnia di Oltrarno, hanno portato i carabinieri sul posto, al cimitero, dove si trovava ancora la Fiat Panda.

     

    Fatti i rilievi del caso ci si è messi alla ricerca del coltello, che il 25enne aveva gettato via. E che è stato ritrovato con le prime luci della mattina, in un cespuglio nei dintorni.

     

    Il giovane è stato arrestato con l'accusa di tentato omicidio e portato presso il carcere di Sollicciano.

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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