IMPRUNETA – Arriva a margine del consiglio comunale (che si è svolto ieri, giovedì 29 aprile) la prima presa di posizione ufficiale da parte di un’amministrazione comunale sulla vicenda della Cooperativa Le Rose.
A prenderla è quella di Impruneta. Ed è, letteralmente, durissima.
“È sotto gli occhi di tutti – inizia la riflessione – come la vicenda della Cooperativa Le Rose sia al centro dell’attenzione. L’amministrazione comunale di Impruneta ha seguito il lungo percorso di trattative per cercare di trovare una mediazione, in quanto la coop.va risiede nel proprio territorio comunale, pur non avendo utenti presso il centro”.
“Infatti – si precisa – i “ragazzi” di Impruneta frequentano il centro di socializzazione a Tavarnuzze perché ha aperto prima delle Rose, ma c’è sempre stata una collaborazione stretta per la preziosa attività socioeducativa portata avanti dalla Cooperativa”.
“Il Comune di Impruneta – si prosegue – ha recepito il contributo di ASL Toscana Centro alla stesura della variante al piano strutturale ed al futuro piano operativo comunale, in cui viene richiesto di modificare la destinazione d’uso residenziale dei fabbricati e agricolo dei terreni a “servizi” (sociosanitari) in via Cassia/via Quintole per le Rose, tenuto presente che l’edificio principale è soggetto, come da RU vigente, a restauro”.
“Ai fini di questo cambio di destinazione – si precisa – l’ASL ha redatto una relazione tecnica che ha rilevano gravi e carenti problemi strutturali tali da ritenere inagibile la struttura della colonica, sede principale della Cooperativa”.
“L’amministrazione comunale – prosegue la nota – si è da subito resa disponibile, insieme agli altri comuni e alla Società della Salute della zona Sud-Est, per trovare una soluzione affinché l’attività della Cooperativa potesse continuare, ne è la prova l’aver trovato la disponibilità di una struttura aggiuntiva come un ulteriore appoggio”.
“Ma il problema di fondo purtroppo – si denuncia – non sono le questioni tecniche e la verità di tutto il percorso fatto, il vero problema è nel pregiudizio di chi ha già giudicato i “cattivi” nell’Asl, nei Comuni e nelle Società della Salute e i “buoni” nella Cooperativa perché è lei che si occupa di ragazzi fragili e disabili”.
“È una distinzione del tutto sbagliata – sositene l’amministrazione comunale imprunetina – perché, se davvero tutti hanno la volontà di far proseguire un’esperienza di alto valore come quella della Cooperativa, va fatto da parte di tutti uno sforzo per arrivare ad un accordo congiunto”.
“Al momento – si ricorda – abbiamo da una parte la proprietà che chiede la restituzione delle chiavi per procedere a tutti gli impegni che aveva espresso, da un’altra parte la Cooperativa, con una paura espressa sull’incertezza del futuro dell’immobile, convinta che sia agibile e che non vuol restituire le chiavi. E poi nel mezzo ci sono i ragazzi e le loro famiglie insieme alle amministrazioni comunali”.
“Il Comune di Impruneta – è la promessa – continuerà a fare la sua parte insieme alle altre amministrazioni comunali nonostante sia stato, e lo sarà anche ora, tacciato come difensore degli interessi solo di Asl. Accusa fondata solo per chi vuole vedere la realtà a proprio piacimento”.
“Dedurre malafede nell’impegno di amministratori che si adoperano a trovare una mediazione – si denuncia – è già di per sé disonorevole, se poi è perpetrato solo per giustificare le proprie posizioni è davvero diabolico”.
“Ma nonostante tutto questo – è la conclusione – l’amministrazione comunale sarà lì sempre pronta affinché gli ospiti della Cooperativa possano continuare serenamente la loro vita nel centro delle Rose”.
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