sabato 26 Settembre 2020
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    Futuro ex Don Gnocchi di Pozzolatico, il sindaco: “Impossibile confrontarsi con la proprietà-carrozzone”

    "Faccio un appello a chiunque. Sia enti pubblici che singoli privati, che vogliano impostare un progetto serio sulla struttura, a farsi avanti con l’amministrazione comunale"

    IMPRUNETA – “Abbiamo aspettato, ci abbiamo creduto, ma niente ancora si è mosso”.

    Inizia così la riflessione pubblica del sindaco di Impruneta Alessio Calamandrei sull’immobile dell’ex centro Don Gnocchi a Pozzolatico.

    Una sorta di “nave” adagiata sulle colline che guardano a Firenze. Decine di migliaia di metri cubi che, ad oggi, sono ancora senza un perché. Né un futuro.

    “Dopo la vendita dell’immobile nel luglio del 2017 – dice Calamandrei – da parte della Regione Toscana (proprietaria dell’immobile) alla Invimit (società di gestione del risparmio del Ministero dell’Economia e delle Finanze), nell’estate del 2018 sembrava aprirsi uno spiraglio per un utilizzo “serio ed importante” per il territorio”.

    “Ovvero – ricorda – il trasferimento delle università americane a Firenze all’interno dell’immobile. Uno spiraglio che si è richiuso molto rapidamente viste le richieste al limite del “legale” fatte dai rappresentanti della stessa Invimit saliti da Roma in forze, per risolvere la spinosa questione”.

    “Un immobile di oltre 14.000 metri quadri – precisa il sindaco di Impruneta – immersi nel verde dei colli fiorentini, una struttura cara a tanti fiorentini e non solo vista la sua storicità e l’importanza che aveva per le riabilitazioni sin dall’immediato dopoguerra”.

    Il sindaco di Impruneta Alessio Calamandrei

    “Siamo disponibili a confrontarci da anni con la proprietà – dichiara il sindaco Alessio Calamandrei – ma vista la natura da “carrozzone ministeriale” è praticamente impossibile. Da quello che mi risulta non c’è un idea di utilizzo, non c’è un minimo di priorità nel cercare di sfruttare questa struttura, e in molti all’interno degli uffici romani, non sanno nemmeno di esserne proprietari”.

    “Una ferita sul territorio che grida vendetta – continua il sindaco Calamandrei – Certo nel 2020 non è pensabile all’utilizzo storico della struttura, ma credo che se vogliamo provare ad applicare in pieno “volumi zero” all’interno dei nostri piani strutturali, non possiamo certo permetterci di avere degli immobili così importanti per i nostri territori, vuoti ed inutilizzati e tantomeno vederli andare in malora a causa di una totale mancanza di manutenzione”.

    “Da parte dell’amministrazione comunale – specifica – non c’è nessuna preclusione ad un utilizzo diverso da quello storico, sia esso scolastico, universitario, sanitario, ma anche turistico-ricettivo”.

    “Faccio un appello a chiunque – rilancia – sia enti pubblici che singoli privati, che vogliano impostare un progetto serio sulla struttura, a farsi avanti con l’amministrazione comunale. A costo di andare personalmente a Roma a parlare e confrontarmi con i vertici di Invimit, la disponibilità dell’amministrazione comunale rimane massima”.

    “Negli ultimi anni – riflette ancora Calamandrei – abbiamo visto multinazionali investire nel capoluogo fiorentino ingenti somme su strutture sia pubbliche che private. Chiedo pertanto sia alla città metropolitana, capitanata dal sindaco di Firenze Dario Nardella, che alla Regione Toscana che era proprietaria dell’immobile, di aiutare l’amministrazione comunale di Impruneta a portare sotto i riflettori un immobile che nulla ha da invidiare a molti già messi sul mercato ed in fase di ristrutturazione con destinazioni d’uso svariate”.

    “Personalmente – conclude il sindaco – vedo nella struttura un ottima potenzialità di investimento nel turistico-ricettivo, nella consapevolezza di essere nel periodo post (speriamo) covid, e capendo l’importanza di un possibile investimento sicuramente non secondario”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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