martedì 2 Marzo 2021
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    Il nipote malato e un raggiro da 21mila euro: processo in corso per una 68enne di Impruneta

    E' accusata di truffa aggravata ai danni della nonna del bambino, una settantenne anch'essa imprunetina. Per convincerla ha tirato in mezzo anche (ne era all'oscuro) don Luigi Oropallo

    IMPRUNETA – E’ una storia di quelle che fanno male anche solo nel sentirsele raccontare. Una stroria che nasconde sofferenza, senso di vergogna, un dolore profondo.

    E’ una storia (l’ha raccontata in anteprima stamani, su La Nazione, Stefano Brogioni) che sta vedendo svolgersi, presso il Tribunale di Firenze, il processo: l’accusa, verso una 68enne di Impruneta, è di truffa aggravata ai danni di un’altra imprunetina, una settantenne.

    A difendere la (presunta al momento) truffata è l’avvocato Paolo Ghetti. Che ha preso questa difesa pro bono, senza prendere un euro dalla signora. E il suo racconto ci fa capire quanto questo sia importante.

    “La mia cliente – inizia il suo racconto l’avvocato Ghetti – aveva questo nipote con un problema piuttosto importante di salute. Siamo nel 2015: lei andava da un parrucchiere, a Firenze, dove incontra questa signora (A.F., 68 anni)”.

    “Iniziano a parlare – prosegue il legale – la donna le dice che fa anche dei massaggi a casa propria. La mia cliente inizia a confidarsi, a raccontarle le sue preoccupazioni per il nipote”.

    Ed è qui, purtroppo, che si innesca il tutto: “La donna inizia a millantare la sua conoscenza con don Luigi Oropallo, sacerdote stimato e apprezzato da tutti, uno dei preti autorizzati a svolgere esorcismi nella Diocesi di Firenze. Lei le dice che avrebbe preso contatti con lui e che, insieme a una sua amica, avrebbe fatto dei riti particolari per la guarigione del nipote”.

    “Siamo nel caso tipico – prosegue l’avvocato Ghetti – di una persona, la mia cliente, di basso livello culturale, preoccupata per la salute di un nipote, con quella che si può definire una  propensione ad essere raggirata”.

    “E così – riprende – la sua nuova “amica” inizia a chiederle del denaro: prima 500 euro al mese, poi 600, poi 1.500, 2.000. Alla fine sono stati 21.000. La signora si vergogna a dirlo in famiglia, ha pure il marito malato da anni. Inizia così a prendere i soldi dai suoi risparmi, a fare una sorta di “cresta” dalla spesa, va in banca a prelevare direttamente. E questo dura dal 2015 al 2017″.

    “Nel frattempo – sono ancora parole dell’avvocato Ghetti – la salute del bambino, fortunatamente, migliora. Grazie alle cure dell’ospedale Meyer. Dall’altro lato però alla mia cliente viene detto che tutto è in relazione coi riti, ma ormai lei ha finito i soldi, e le dice che non può più pagarla”.

    E parte un secondo capitolo della storia: “Iniziano anche le minacce. Così la mia cliente si confida con una sua amica, che capisce subito tutto e le fa prendere un appuntamento presso la Stazione dei carabinieri di Firenze-Pitti. E contatta anche don Luigi Oropallo, che conosce, e che dice la verità: ovvero di non conoscere la presunta truffatrice e di essere all’oscuro di tutto. Don Oropallo contatta anche me, e facciamo una lunga chiacchierata”.

    “La mia cliente – tiene a dire il legale – era così angosciata dalle minacce che non voleva neanche recuperare il denaro, ma voleva solo veder terminare il ricatto. Da qui parte la querela, e deve essere anche un monito per tutte le persone in situazioni simili: bisogna denunciare”.

    “Il problema più grande – spiega ancora l’avvocato – è che la signora non ha ovviamente ricevute per il denaro che ha dato alla donna. Ma il pm (Vito Bertoni) ha fatto un’indagine molto accurata, che ha portato a un capo di imputazione pesantissimo: truffa aggravata”.

    Il processo è in corso: “Sono stati sentiti – racconta l’avvocato – la parte offesa, don Oropallo, l’amica della mia cliente, e poi due testi, amiche dell’imputata. Il problema in queste vicende è l’estrema debolezza delle persone, che mai hanno coinvolto la famiglia: e adesso ci troviamo con due persone anziane che hanno perso tutti i loro risparmi”.

    “Il prossimo passaggio – conclude l’avvocato Ghetti – è l’udienza del 7 giugno in cui verranno sentiti i testi della difesa. E penso che andrà al banco anche l’imputata. Sono storie molto brutte, persone che bisogna difendere in tutti i modi: e se in primo grado non saremo soddisfatti, proseguiremo negli altri gradi di giudizio”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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