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lunedì 20 Maggio 2024
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    Impruneta: accordo tra Parrocchia e Comune per aprire al pubblico Museo del Tesoro, chiostri e cripta

    Il consiglio comunale ha approvato all'unanimità la convenzione. Riapertura prevista nel weekend di Buongiorno Ceramica il 18 e 19 maggio

    IMPRUNETA – Nel corso del consiglio comunale di lunedì 29 aprile, è stata adottata all’unanimità la convenzione tra il Comune e la Parrocchia di Santa Maria dell’Impruneta.

    Tale convenzione regola la riapertura al pubblico delle sale del Museo del Tesoro e degli altri luoghi di culto.

    Le sale saranno accessibili al pubblico già nel weekend del 18 e 19 maggio, in occasione dell’evento Buongiorno Ceramica.

    La riapertura sarà permanente dopo i lavori di restauro programmato sull’edificio. L’accordo mira a valorizzare e rendere fruibili al pubblico il museo, inclusi i chiostri e la cripta.

    Il sindaco Riccardo Lazzerini e la giunta esprimono “grande soddisfazione per il risultato raggiunto, frutto di un dialogo iniziato già nel corso della campagna elettorale dello scorso maggio, e che oggi permette di far riacquistare a Impruneta un importante luogo di culto e valore”.

    Il Museo del Tesoro di Santa Maria all’Impruneta custodisce un patrimonio artistico e religioso di inestimabile valore.

    Strettamente legato alla storia della Basilica omonima, il museo si snoda attraverso diverse sezioni dedicate a oreficerie, paramenti sacri, arredi liturgici e manoscritti miniati, ognuno dei quali racconta un tassello della ricca storia della Basilica e della profonda devozione mariana che qui si venera.

    Manoscritti miniati: capolavori d’arte figurativa

    Un viaggio nel tempo attraverso undici manoscritti miniati, tra cui un Graduale attribuito a Lippo di Benivieni (1310-20 ca.) e Antifonari miniati da artisti legati a Pacino di Buonaguida.

    Oreficerie e cristallo di rocca: un trionfo di splendore

    Nella Sala Silvani, dedicata all’architetto Gherardo Silvani, ammirerete una selezione di oggetti in argento e cristallo di rocca di straordinaria bellezza. Tra i pezzi più significativi:

    La Croce astile, attribuita a Lorenzo Ghiberti (1425 circa).

    Il Reliquario della Santa Croce (1620), opera di Cosimo Merlini su commissione di Maria Maddalena d’Austria.

    Il Reliquiario di San Sisto (1614) di Simone Pignoni, che riproduce in argento il sarcofago del Verrocchio per la Sagrestia Vecchia di San Lorenzo a Firenze.

    Il Paliotto d’altare donato da Cosimo III de’ Medici e realizzato da Cosimo Merlini su disegno di Giovan Battista Foggini (esposto all’interno della basilica)

    Paramenti sacri e manufatti tessili: devozione e bellezza

    Sei mantellini che proteggevano l’immagine della Madonna, raffinate pianete, una tovaglia d’altare in garza ricamata del secolo XVI e un prezioso cuscino proveniente dall’arredo sepolcrale del vescovo Antonio degli Agli (ante 1477): questi sono solo alcuni degli splendidi manufatti tessili esposti nel museo.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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