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martedì 29 Novembre 2022
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    Impruneta, no all’omofobia. Campagna social di Rete Re.a.dy.: “Io non uso parole d’odio, e tu?”

    L'assessore Cioni: "Tutti i giorni, in tutte le parti del mondo, si rappresenta una realtà troppo cruda e violenta. Una volta tanto vorrei soffermarmi su parole e sguardi di speranza"

    IMPRUNETA – Lunedì 17 maggio ricorre la diciassettesima Giornata Internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la transfobia e la bifobia, indicata nella sigla IDAHOTB (International Day against homophobia, transphobia and biphobia), finalizzata a promuovere e coordinare eventi di sensibilizzazione e prevenzione per contrastare il fenomeno dell’omofobia, della lesbofobia, della bifobia e della transfobia in tutte le sue forme e in tutti i Paesi del mondo. 

    “Il 17 maggio 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) cancella dall’elenco delle malattie mentali l’omosessualità – ricorda l’assessore Laura Cioni – e nonostante siano passati più di 30 anni, non solo in molti paesi esistono ancora pratiche quali le terapie riparative, ma i giudizi pieni d’intolleranza e i pregiudizi verso chi si ritiene “il diverso” non accennano a scomparire dalla mentalità delle persone”.

    “Tutti i giorni – prosegue – in tutte le parti del mondo, si rappresenta una realtà troppo cruda e violenta. Una volta tanto vorrei soffermarmi su parole e sguardi di speranza. Accanto a persone che pensano che l’omosessualità sia una scelta, a chi pensa che queste persone siano “disadattate” o “disturbate”, a chi pensa che non abbiano gli stessi diritti di ogni cittadino e pertanto non debbano essere tutelati dalla legge, ce ne sono tantissime altre che amano, accolgono e considerano l’omosessualità del tutto normale”.

    “Quante persone – domanda – si stupiscono di fronte ad un coming out di un figlio/a, di un amico/a, di un genitore o di un collega di lavoro? E lo stupore, non è che nasce perché ci si rende conto che la persona che ha dichiarato la sua omosessualità non ha cambiato né aspetto fisico né il proprio carattere, è rimasta in pratica la stessa persona?”.

    “Tutti noi – rilancia Cioni – concordiamo sul considerare l’amore il sentimento più potente, anche della morte, perché capace di andare oltre l’orizzonte, di trascendere la materia. È proprio partendo da questa chiave di lettura che possiamo rapportarci con tutte le persone, che siano o meno omosessuali non importa, per costruire una società più umana e giusta. Con questa visione di speranza e di amore auguro una giornata di riflessione, buon 17 maggio a tutti.”

    Anche il Comune di Impruneta, come appartenente alla Rete RE.A.DY, aderisce e porta avanti la campagna di sensibilizzazione a utilizzare parole d’amore e non di odio e invita i cittadini a partecipare inserendo la foto nella cornice appositamente predisposta da condividere sui profili social o ad adottare il frame disponibile sui social.

    La prima Giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia ha avuto luogo il 17 maggio 2005, a 15 anni esatti dalla storica data del 17 maggio 1990 in cui l’omosessualità venne rimossa dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dalla World Health Organisation, l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

    Quest’anno, inoltre, la Giornata ricopre un significato ulteriore per il nostro Paese, essendo approdato al Senato il Disegno di Legge “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”, intorno al quale si è creato un forte dibattito politico. 

    A partire dal 2018 la RE.A.DY, che attualmente conta 210 partner, organizza, in occasione del 17 maggio, una iniziativa congiunta fra i partner su un tema e uno strumento votato a maggioranza nell’Incontro Annuale della rete.

    Nell’Incontro Annuale 2020, la RE.A.DY ha scelto di realizzare per il 17 maggio 2021 una campagna di comunicazione per il contrasto all’utilizzo di parole d’odio indicato anche internazionalmente come “Hate Speech”. 

    Secondo la quinta edizione della Mappa dell’intolleranza pubblicata da Vox – Osservatorio Italiano sui Diritti, che rileva ogni anno la diffusione del cosiddetto hate speech in rete, l’odio via social nell’anno della pandemia si è propagato su tutto il territorio.  Sebbene nel totale siano diminuiti, i discorsi d’odio in rete non si concentrano più soltanto nei grandi centri urbani, ma sono diffusi in tutta la penisola. 

    La campagna di comunicazione RE.A.DY per il contrasto ai discorsi d’odio può beneficiare della composizione variegata della rete, che comprende non solo regioni, città metropolitane e province, ma anche piccoli enti dislocati su tutto il territorio nazionale.

    I partner Re.a.dy che hanno aderito all’iniziativa congiunta di quest’anno hanno adattato una grafica per affissioni e/o per i social e un claim comune, caratterizzandola con un testimonial o un luogo legato alla propria realtà. 

    L’iniziativa congiunta dei partner è stata inoltre rafforzata e valorizzata, rendendo il frame della campagna utilizzabile come cornice delle foto dei profili personali degli utenti di Facebook che vogliono aderire alla campagna. 

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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