mercoledì 28 Ottobre 2020
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    La Festa dell’Uva di Impruneta ha la sua “casa” nel cuore del paese: inaugurato il Museo/Archivio

    A tagliare i nastri (uno per rione) quattro donne. Quattro rionali storiche. Come simbolo di tradizione e longevità di una Festa che rappresenta identità e senso di appartenenza

    IMPRUNETA – Nel settembre più malinconico della Festa dell’Uva di Impruneta, ovvero quello che a causa del Covid-19 si concluderà senza la sfilata dei carri in piazza, la stessa Festa dell’Uva (e i rioni che ne costituiscono l’essenza) inaugurano la loro nuova “casa”.

    Non le rispettive nuove aree rionali, attese da decenni e ancora di là da venire. Ma la “casa” del cuore, dei ricordi, dell’identità.

    In una piazza Buondelmonti gremita infatti, con tutti i presenti comunque rispettosi delle regole anti Covid, si è svolta stamani, domenica 20 settembre, l’inaugurazione del Museo/Archivio della Festa dell’Uva di Impruneta.

    Emozionante il taglio del nastro. Anzi, dei nastri. Uno per ogni rione, ciascuno con il suo colore: bianco per il Sant’Antonio, rosso per le Fornaci, azzurro per le Sante Marie, verde per il Pallò.

    A tagliare i nastri quattro donne. Quattro rionali storiche. Come simbolo di tradizione e longevità di una Festa che rappresenta identità e senso di appartenenza.

    Ognuna di loro è stata accompagnata al taglio dal presidente del rione: Nara Rustioni da Nicola Subbi (Sante Marie), Wilma Messeri da Andrea Corsani (Fornaci), Maria Bartoli da Giovanni Poggini (Sant’Antonio), Maria Grazia Taglioni da Luca Gasparri (Pallò).

    “E’ un sogno lungo vent’anni – sono state le parole del presidente dell’Ente Festa dell’Uva, Riccardo Lazzerini – realizzato grazie al Banco Fiorentino. Ci abbiamo creduto e sbloccato qualcosa che stava nelle fantasie”.

    “Grazie al contributo dei commercianti – ha tenuto a dire – delle aziende, del gruppo dell’Ente Festa dell’Uva abbiamo portato in fondo questo progetto”.

    “Questa – ha detto ancora Lazzerini – è la “casa” degli imprunetini, dove si ritroveranno anche tanti di noi che non ci sono più”.

    “Parliamo – ha concluso con orgoglio – della Festa dell’Uva più importante d’Italia. Di un luogo di memoria che si rinnova e si rinnoverà continuamente. Già dal prossimo anno, quando saremo tutti in piazza per celebrare la 95esima edizione della Festa dell’Uva”.

    “Dico grazie alla banca – sono state le parole del sindaco di Impruneta Alessio Calamandrei – ai presidenti, ai rionali, a Riccardo Lazzerini. Grazie al lavoro di tanti siamo di fronte a tutto questo. La crescita della comunità passa anche dal Museo della Festa dell’Uva”.

    “Per valorizzarla – ha concluso – il prossimo anno avremo a disposizione anche i Loggiati del Pellegrino. Sulle sedi rionali il percorso è difficilissimo, piccoli passi sono stati fatti, speriamo di dare presto delle certezze”.

    Prima del taglio del nastro, i ringraziamenti anche da parte del Banco Fiorentino, che ha messo a disposizione i locali per il Museo.

    Del presidente Paolo Raffini e del suo vice vicario, Stefano Romanelli: “Un territorio che ha una festa così aggregante – ha detto Romanelli – meritava tutto questo”.

    Poi il Museo/Archivio è stato aperto alle visite.

    Nei vari locali trovano spazio tutte le coppe in cotto di Impruneta vinte dai rioni al termine delle sfilate (alcune sono vere e proprie opere d’arte), documenti sulla storia della Festa, materiali audiovisivi, tutte le Etichette d’Autore e… .

    Non vi resta che andare a scoprirlo: il Museo/Archivio sarà aperto da domenica 20 a domenica 27 inclusa in orario 10-12 e 15.30-19.

    L’accesso sarà gratuito e regolamentato dalle disposizioni in materia di Covid-19.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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