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lunedì 26 Febbraio 2024
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    “La Festa dell’Uva sta piombando nell’anonimato. Come il resto del comune”

    Riccardo Lazzerini dopo le dimissioni del presidente dell'Ente Vermigli: "Panchina, sedi, l'elenco è lungo"

    IMPRUNETA – Riccardo Lazzerini è uno dei "decani" della Festa dell'Uva. Consigliere comunale, già assessore alla cultura, rionale palloiano e progettista di innumerevoli carri, dà una lettura molto preoccupata delle dimissioni del presidente dell'Ente Festa dell'Uva.

     

    Peraltro, fino a che l'Ente non si sarà riunito e prenderà delle decisioni, le redini dell'Ente sono nelle mani della sua vicepresidente, Elena Piras, e del consigliere "anziano" Claudio Guardi.

     

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    "Da una parte – esordisce Lazzerini – non posso che rilevare parole e frasi che rilascia lo stesso Vermigli come campanelli d'allarme rispetto a un sistema probabilmente logoro, che sta investendo anche la "magia" della Festa dell'Uva".

     

    Quella di Lazzerini è un'accusa diretta al palazzo comunale: "Evidentemente c'è un'amministrazione che, non solo a fatto piombare il paese in un'anonimato sconcertante ma che avrebbe (a dire del presidente) l'ardore di gestire la più bella Festa del nostro territorio (mi chiedo con quali competenze?) Peccato che fino ad oggi, questa materia sia stata "roba" alquanto sconosciuta a questa amministrazione".

     

    Va a ritroso nel tempo: "Ricordo la vicenda "panchina" gestita dalla stessa amministrazione come fosse un "alabarda" da lanciare contro l'Ente stesso e l'allora suo presidente.
    Ricordo la questione sedi che, anche oggi rientra in una sorte di "racconti metropolitani", poco più che enunciazioni elettorali che si rinnovano di sei mesi in sei mesi. I tagli radicali ai capitoli di spesa della cultura e della Festa stessa".

     

    "Ricordo – rilancia – come niente abbia fatto pensare che, questa Festa potesse rappresentare un elemento di sviluppo e ricchezza (non soltanto culturale) per il nostro territorio.
    Aggiungo: mi dispiaccio delle dimissioni di Vermigli, indubbiamente un serio professionista con il quale ho avuto il piacere di collaborare nell'ultima edizione per la pubblicazione de "L'Uva in Festa" e mi auguro che si pensi a questa Festa come un possibile elemento di sviluppo per il nostro territorio e non come un soprammobile da usare chissà… per la prossima campagna elettorale".

     

    "Ritengo- conclude – che tutti noi dobbiamo fare uno sforzo ed immaginare la Festa dell'Uva di Impruneta come la Festa dell'Uva della Toscana e non solo, uscire da quella velatura di autoreferenzialità che non giova a nessuno, tantomeno a chi ama davvero questa Festa".

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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