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lunedì 24 Giugno 2024
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    Omicidio-suicidio di Tavarnuzze, le testimonianze: “L’ho visto gettarsi dalla terrazza”

    Il racconto di chi si è ritrovato davanti all'orrore: "Abbiamo gridato di fermarsi, ma ha iniziato a darsi dei fendenti alla gola. Poi si è buttato"

    TAVARNUZZE – C’è incredulità a Tavarnuzze. Che nel pomeriggio di oggi, giovedì 7 settembre, si è ritrovata all’improvviso in un dramma orribile. Un omicidio (divenuto poio omicidio-suicidio) nel cuore del paese, lungo quella via Cassia che lo attraversa.

    La notizia arriva veloce: “Hanno ammazzato una persona, e una si è buttata dal primo piano di Villa Monticini”.

    E’ una struttura conosciuta da tutti qui. Dove fino a qualche anno fa vi erano gli ambulatori medici; poi trasformata in un centro di accoglienza per migranti, gestito dalla Fondazione Solidarietà Caritas Firenze.

    Raccogliamo la testimonianza di Pietro, un giovane che si trovava a passare davanti alla villa in quegli attimi. Ed è a dir poco agghiacciante.

    “Inizialmente ho pensato che fosse successo un incidente – inizia a raccontarci – Poi ho visto che le persone guardavano in alto, mi sono girato e ho visto sulla terrazza un uomo con un coltello da cucina in mano”.

    Orrore a Tavarnuzze: accoltella e uccide un uomo. Poi si getta dal terrazzo suicidandosi

    Di nazionalità afgana, residente nel centro di accoglienza, aveva appena ucciso a coltellate un connazionale, dopo una lite iniziata per motivi (pare) futili.  

    “E’ stato un attimo – prosegue – Abbiamo gridato di fermarsi, ma ha iniziato a darsi dei fendenti alla gola; il sangue ha iniziato a zampillare, si è appoggiato alla ringhiera e si è buttato in avanti”.

    “Mi sono dovuto spostare – dice ancora – per impedire che mi travolgesse. Gli operatori dell’ambulanza che erano lì sono stati tempestivi nel soccorrerlo, anche se ho saputo che non ce l’ha fatta”.

    Chiediamo se l’uomo ha detto qualcosa mentre era sul terrazzo: “No – risponde Pietro – non ha detto una parola. Aveva lo sguardo perso nel vuoto. Sono ancora turbato da quanto ho visto, una scena davvero raccapricciante”.

    C’è addirittura un video, che ha iniziato a girare poco dopo la tragedia, girato da qualcuno che era nei pressi in quei momenti. Ed è terribile (ovviamente non lo pubblichiamo).

    Chiediamo ad alcuni residenti in zona se lo conoscessero quest’uomo: “Sì, lo vedevamo spesso in terrazza – ci risponde uno di loro – Indossava quasi sempre una maglietta bianca. Non ha mai creato problemi, credo che facesse anche qualche lavoretto come volontario”.

    “In passato – viene spiegato – qualcuno più agitato c’è stato nella struttura. Ricordo uno che un giorno si è messo a lanciare dei piatti in strada: ma mai avrei pensato che potesse succedere una tragedia del genere. Tra l’altro mi dicevano che i due erano anche amici”.

    “Con noi residenti non parlano o mai – prende la parola un altro uomo – Non si integrano con la nostra comunità, passano il loro tempo a testa bassa a guardare il cellulare. Non fanno vita di paese, non frequentano nemmeno i bar, probabilmente anche perché non capiscono la nostra lingua. Insomma, fanno vita per conto loro”:

    Nella struttura, oltre ai migranti, ci sono anche alcuni italiani; qualcuno arriva per la cena, ignaro di quanto è avvenuto.

    Ad attenderli le operatrici che, amorevolmente, spiegano loro cos’è successo.

    E li informano che per questa notte hanno trovato per loro un’altra sistemazione. E che potrano rientrare domani.

    Intanto sono passate le 20. Le persone rimaste sono davvero poche: solo le forze dell’ordine e i carabinieri della scientifica.

    Arriva il carro funebre delle Opere di Misericordia di Barberino Tavarnelle, per prendere il feretro dell’afgano ucciso (l’altro morirà in ospedale) e trasportarlo a Medicina Legale a Careggi.

    Tavarnuzze è scossa per quanto accaduto, anche se in pochi conoscevano il volto dei due afgani.

    Così come la storia della loro vita: una vita sicuramente difficile, finita nel più tragico dei modi. Lontanissimi da casa.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA 

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