IMPRUNETA – Sono stati fissati gli appuntamenti con i quattro finalisti della 37esima edizione del Premio Letterario Chianti, tutti alle ore 17.
Il prossimo incontro è sabato 5 aprile nel Loggiato del Pellegrino di Impruneta, con Nicoletta Verna e il suo “I giorni di Vetro” (Einaudi editore).
Nicoletta Verna (Forlì, 1976) è laureata in Scienza della Comunicazione. Vive a Firenze dove si occupa di web marketing nel settore editoriale.
Ha tenuto corsi su teorie e tecniche della comunicazione ed è autrice di saggi sui media, collaborando inoltre all’Enciclopedia Garzanti della radio.
Ha scritto racconti per le riviste Pastrengo, Carie letterarie, Narrandom e Risme. Ha pubblicato per Einaudi “Il valore affettivo”, che ha avuto la menzione speciale al Premio Calvino e ha vinto il Premio Severino Cesari e il Premio Massarosa, e “I giorni di Vetro” (2024).
“I giorni di vetro”, approfondimento
Redenta è nata a Castrocaro il giorno del delitto Matteotti. In paese si mormora che abbia la scarogna e che non arriverà nemmeno alla festa di San Rocco. Invece per la festa lei è ancora viva, mentre Matteotti viene ritrovato morto.
È così che comincia davvero il fascismo, e anche la vicenda di Redenta, della sua famiglia, della sua gente.
Un mondo di radicale violenza – il Ventennio, la guerra, la prevaricazione maschile – eppure di inesauribile fiducia nell’umano.
Sebbene Bruno, l’adorato amico d’infanzia che le aveva promesso di sposarla, incurante della sua “gamba matta” dovuta alla polio, scompaia senza motivo, lei non smette di aspettarlo.
E quando il gerarca Vetro la sceglie come sposa, il sadismo che le infligge non riesce a spegnere in lei l’istinto di salvezza: degli altri, prima che di sé.
La vita di Redenta incrocia quella di Iris, partigiana nella banda del leggendario comandante Diaz. Quale segreto nasconde Iris?
– Ha qualcosa che non va, la purina, – dicevano.
– È la scarogna, – ripeteva tranquilla mia madre, premendomi sulla bocca il seno.
– Però ha una bella faccina, – aggiungevano, e quel “però” era il segno della loro compassione.
“Però è buona”, “Però è tranquilla”. Però non è come gli altri.
– Com’è che non piange? – chiedeva la sera mio padre.
– Piangerà. Le donne prima o poi piangono tutte.
Gli altri appuntamenti con i finalisti del Premio Letterario Chianti
Sabato 12 aprile,nel Teatro Cinema Italia di Castellina in Chianti, Giulia Baldelli e “Le parole che mi hai lasciato”.
Sabato 3 maggio, presso la Filarmonica “Giuseppe Verdi” di San Donato in Poggio, Gigi Paoli e “Oltre” (Giunti Editore).
La finale, con la votazione, è prevista per sabato 7 giugno. Agli autori finalisti verrà consegnato tra l’altro la riproduzione bronzea del dipinto “Allegoria del Chiant” di Giorgio Vasari, opera del Maestro Orafo Mauro Bandinelli.
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