“Il nostro lockdown, vissuto in servizio con la Pubblica Assistenza di Tavarnuzze”

Lettera aperta alla cittadinanza dei ragazzi del Servizio Civile: "Tanta paura ma non ci siamo dati mai per vinti"

TAVARNUZZE (IMPRUNETA) – Il “lockdown” vissuto dai ragazzi del servizio civile della Pubblica Assistenza di Tavarnuzze? Ce lo spiegano loro in questa lettera aperta.

Questo periodo ha cambiato completamente le abitudini di tutti noi, fino a due mesi fa potevamo fare due chiacchiere dopo lavoro, potevamo dare conforto alle persone più fragili anche con un semplice gesto, ci siamo visti sparire sotto gli occhi tutto ciò che ci sembrava quotidiano.

Ci sono stati momenti in cui la paura era tanta, ma non ci siamo mai dati per vinti perché soprattutto in un periodo del genere ci siamo resi conto di essere indispensabili.

C’è chi del virus non ha mai avuto paura, l’unica paura che ci ha accomunato sin dal primo momento è che potessimo diventare veicoli di trasmissione capaci di contagiare i propri cari.

Ciò nonostante non ci siamo arresi di fronte a questa, sebbene i servizi siano diventati più stressanti dato l’uso continuato dei Dpi, indispensabili, però, per la salute nostra e degli altri.

Il servizio civile è diventato per noi una via di fuga, in questo periodo, da una realtà difficile da comprendere anche perché ci ha sottratto alcune delle cose su cui si basa la nostra esperienza.

Continueremo sempre con il nostro spirito fin quando non potremmo tornare alla quotidianità, intanto sosterremo i più fragili con i nostri sorrisi più belli nascosti dietro le mascherine.

I ragazzi del Servizio Civile – Pubblica Assistenza Tavarnuzze

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