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martedì 29 Novembre 2022
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    “Ecco come (non) funziona il ritiro dei sacchi rossi nella mia zona, dove non c’è il porta a porta”

    Lettera da San Casciano di una famiglia in quarantena dal 31 marzo per la positività del figlio: "Disservizi continui per chi è già provato dallo stare in casa h24"

    Buongiorno Gazzettino, vi scrivo per segnalare un problema che riguarda il ritiro dei rifiuti speciali per i positivi al Covid.

    Vivo in una zona periferica, ma nemmeno più di tanto, nel comune di San Casciano, dove la raccolta porta a porta non viene fatta.

    Purtroppo mio figlio è risultato positivo al Covid e non appena è stata accertata la sua positività (31 marzo) siamo stati sottoposti a quarantena.

    Il giorno stesso abbiamo fatto richiesta sul sito di Alia per i sacchi rossi, e alla gentile signora che mi ha contattata dal Comune ho detto chiaramente che in questa zona non c’è il porta a porta. E lei mi ha detto di non preoccuparmi perché in casi come questo è indispensabile, e sarebbero venuti lo stesso.

    I sacchi ci sono stati consegnati il 6 aprile, era un martedì (il ritiro è previsto per il lunedì e il giovedì).

    Dopo una settimana vi lascio solo immaginare la puzza che avevo nelle scale, comunque il giovedì sera come da procedura metto fuori dal cancello, quindi sulla pubblica via, i miei sacchi rossi. E sorpresa?

    Il mattino seguente i sacchi erano ancora lì! Chiamiamo il numero verde, viene inoltrata la segnalazione e vengo contattata il sabato mattina (10 aprile) da un incaricato che stava venendo a ritirare i sacchi. Ci ha detto che sicuramente non sono passati perché non hanno trovato la casa.

    Chiaramente i sacchi li avevo rimessi nella mia proprietà, ma il tempo in cui sono rimasti fuori prima che mi accorgessi del disservizio ha fatto sì che tutti i passanti li vedessero.

    Preciso che non c’è nulla da nascondere o di cui vergognarsi, ma la nostra privacy è stata comunque violata, anche perché i sacchi non sono mai stati ritirati nei giorni prestabiliti: quindi sono stati visti e rivisti da tutti.

    Abbiamo sempre dovuto chiamare il servizio clienti per sollecitarli: fino a che vengo chiamata dall’ennesimo incaricato, anche piuttosto scocciato, che mi dice che avrebbe messo il ritiro al piano così sarei stata chiamata un quarto d’ora prima.

    Bene: da quel giorno (16 aprile) sono stata chiamata oggi (20 aprile): è una cosa normale?

    Immagino sia scritto da qualche parte dove ci sono casi di positività, e quindi dove è necessario questo servizio, o forse devo pensare che visto che non sto nelle vie del paese ci si può permettere di “non trovare la casa” e lasciar correre?

    Se non trovi la casa mi aspetto di essere chiamata e trovare fin da subito una soluzione, che non faccia perdere tempo all’operatore e che non mi costringa a chiamare il servizio clienti un giorno sì e l’altro pure.

    Il tono della lettera è un po’ polemico, ma vuole soprattutto sensibilizzare chi si occupa di questo servizio: poiché chi è costretto a stare in casa h24 per un lungo periodo è già provato dalla situazione. E sicuramente non ha bisogno di altri pensieri: su questo poi, che è un diritto.

    Grazie per l’attenzione.

    Sara

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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