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domenica 2 Ottobre 2022
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    “In via di Luiano non solo cartongesso abbandonato. Ma da questa parte nessuno vede…”

    Un lettore segnala "i residui del vecchio inceneritore delle Sibille. A pochi metri da dove sono stati individuati i rifiuti e colui che li aveva lasciati"

    Cari amici della redazione, recentemente la segnalazione di un lettore ha portato, grazie all’intervento successivo della Forestale, ad individuare i responsabili dei rifiuti gettati in via di Luiano. Giustizia è stata fatta… e ne sono felice!

    Il cittadino “colpevole” pagherà… così deve essere; ma come altrettanto dovrebbe essere per chi è responsabile di qualcosa di enormemente più grande del cartongesso o dei calcinacci che vediamo a lato delle strade.

    Mi riferisco a qualcosa che non è molto lontano dal “fattaccio” di via di Luiano. Anzi, è distante solo un centinaio di metri da esso.

    Tutti ci passiamo e vediamo, ma quando passa molto tempo le cose diventano “normalità”, parte stessa del paesaggio, anche se queste sono delle orribili recinzioni di plastica, quelle che delimitano i cantieri.

    All’interno di quell’area ci sono i residui del vecchio inceneritore delle Sibille, a suo tempo semplicemente scaricati dai camion direttamente nel bosco.

    Questo senza nessun tipo di preparazione dell’area, tipo alla impermeabilizzazione del terreno sottostante.

    Infatti, da decenni i veleni presenti in quella robaccia scura saranno penetrati in profondità nel terreno… per arrivare chissà dove.

    Ebbene, gli stessi carabinieri della Forestale passando lì davanti come possono non aver visto?

    Penso di sì, e forse sanno benissimo cosa si cela mimetizzato sotto le foglie in quel bosco.

    Il problema è che non si tratta di “punire” il cittadino piccolo piccolo ma, viceversa, i vertici di chi ci amministra. Proprio come in una lotta contro i “mulini a vento”.

    Un giorno mi piacerebbe leggere sul Gazzettino di una “giustizia fatta” anche nei confronti dei “potenti”, ma questo avverrebbe solo in un fantastico mondo immaginario. Grazie.

    Ugo Merendi

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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