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lunedì 18 Ottobre 2021
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    “Io, alla fermata dell’autobus insieme a mio figlio: ecco cosa devono fare per salire”

    "Un popolo di super eroi quello dei nostri figli che devono sgomitare, spintonarsi per riuscire a salire su un mezzo strapieno che li riporta a casa dopo aver aspettato oltre un’ora alla fermata"

    Sono Simona, mamma di Niccolò, Pietro e Federico Gentili iscritti i primi due all’Istituto “Gobetti-Volta” e l’ultimo alla scuola media “Francesco Redi”.

    Abitiamo a Strada in Chianti anche se a volte credo di vivere sulla luna considerato che tornare a casa da scuola è pari a compiere il viaggio della speranza.

    Ieri 15 settembre, primo giorno di scuola, sono andata a prendere i miei figli all’uscita ed era evidente la grande criticità lungo via Roma a Bagno a Ripoli: studenti su studenti appiccicati, stipati, accalcati ovunque in attesa dei mezzi pubblici.

    Preciso che l’organizzazione, con percorsi distinti per destinazione e steward, era presente. Ma organizzare centinaia e centinaia di studenti diventa comunque impossibile considerata la coincidenza di orario di uscita per tutto il plesso e per quello adiacente della scuola media Granacci.

    Oggi 16 settembre, secondo giorno, parte l’avventura.

    Al mattino, ore 7.15 piazza di Strada in Chianti passano due autobus per l’Istituto Peano praticamente quasi vuoti, a seguire due per le scuole di Bagno a Ripoli con studenti già in piedi.

    Magari sarebbe auspicabile organizzare il numero dei mezzi in base al numero di iscritti…magari!

    Inoltre l’ultima Sita che può arrivare in orario per l’ingresso delle 8 è quella delle 7.20 ma la scuola media Francesco Redi ha previsto gli ingressi scadenzati con alcune classi che entrano alle 8.15 e quindi molti bambini, dagli 11 ai 14 anni, si trovano ad aspettare una comoda mezz’ora su un marciapiede. E’ proprio impossibile tenere conto anche di questo predisponendo un ulteriore mezzo?

    Ma non siamo a niente: alle ore 12.15 sono usciti da scuola e sono arrivati a casa alle ore 13.45 perché sono passati cinque mezzi strapieni che non si sono fermati alla fermata e hanno indicato il mezzo che li seguiva ma che, ahimé, era completo anch’esso!!!!

    E non è solo il problema della Sita come servizio extra urbano, nell’ora e un quarto che sono stata alla fermata con mio figlio Federico nella speranza di insegnargli come muoversi in questa giungla sono rimasti a piedi anche ragazzi e bambini che usufruivano dei mezzi Ataf.

    Un popolo di super eroi quello dei nostri figli che devono sgomitare, spintonarsi per riuscire a salire su un mezzo strapieno che li riporta a casa dopo aver aspettato oltre un’ora alla fermata.

    Invito davvero tutti i genitori a dedicare una mezz’ora di una loro giornata per rendersi conto di come vengono trattati i nostri figli.

    In tutto questo, accanto a me, un turista che voleva arrivare al Club dell’Ugolino e che ad ogni corsa che l’autobus non si fermava continuava a dirmi che non era possibile!

    E non sto qui a ribadire che è un servizio che paghiamo e anche non poco!

    E non sto qui a parlare di Covid e di sicurezza perché sono discorsi fatti e rifatti che però valgono solo in certi contesti.

    Sottolineo però che ci avevano parlato di un potenziamento delle corse e che tutto sarebbe stato sotto controllo, poi ogni anno la solita storia come se fosse difficile prevederla.

    Comunque noi non ci arrendiamo e restiamo fiduciosi davvero di impiegare un’ora e mezzo per andare al mare e non per compiere pochi chilometri.

    Un saluto ed un grande in bocca al lupo a tutti gli studenti e fruitori dei mezzi pubblici.

    Simona Lupo

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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