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mercoledì 22 Maggio 2024
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    Prima campagna di scavi presso la chiesa di San Michele a Collepetroso: alla luce le storie dei secoli passati

    Il progetto, proposto inizialmente dal Gruppo Archeologico Salingolpe, è nato con l’intento di conoscere la storia che questo sito cela da lungo tempo

    RADDA IN CHIANTI – All’inizio del 2024, in località Collepetroso (nel comune di Radda in Chianti), sono cominciati gli scavi archeologici condotti dal dottor Paolo Medici, archeologo professionista, su concessione del Ministero della Cultura – Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio al comune di Radda in Chianti.

    Il progetto, proposto inizialmente dal Gruppo Archeologico Salingolpe, è nato con l’intento di conoscere la storia che questo sito cela da lungo tempo.

    Ed è il frutto di uno sforzo corale, che ha coinvolto innanzitutto i proprietari del terreno Claudio Petreni e Clarissa Fornai, primi promotori e finanziatori del progetto, poi il Comune di Radda in Chianti, concessionario dello scavo, sotto la direzione scientifica dell’archeologo Paolo Medici e della dottoressa Maria Gabriella Carpentiero, funzionaria archeologa della Soprintendenza ABAP per le province di Siena Grosseto e Arezzo.

    In seguito a una prima ricognizione dell’area effettuata nell’estate scorsa, all’inizio di quest’anno è stato aperto un primo scavo stratigrafico intorno ai muri perimetrali della chiesa di San Michele Arcangelo, così definita sulla base delle fonti storiche che ne fanno menzione.

    Gli archeologi hanno portato alla luce una parte del cimitero connesso alle fasi di vita della chiesa e della relativa comunità, che secondo i primi risultati permettono di fornire un periodo di frequentazione dell’area che va dal XII secolo fino al 1600, evidenziando come la chiesa, nel corso dei secoli, sia stata oggetto di ristrutturazioni e riedificazioni importanti.

    Lo scavo delle tombe rinvenute finora ha permesso da un lato di individuare le sepolture della popolazione che abitava a Collepetroso, e che si occupava di lavori legati alla terra, e dall’altro ha evidenziato la presenza di un cimitero connesso probabilmente al culto di San Michele.

    Grazie agli studi osteoarcheologici è stato poi possibile identificare particolari patologie di cui soffrivano i defunti, che insieme alla presenza all’interno delle tombe di elementi di corredo come rosari, medagliette, monete, anelli e perline decorative, dimostrano l’appartenenza a famiglie benestanti o li identificano come fedeli devoti al culto di San Michele.

    Come testimoniato dalle fonti, quello rinvenuto nei pressi della chiesa doveva essere un ospitale, un luogo di accoglienza dei malati, ma anche dei pellegrini e forestieri.

    “Il sito appare di notevole interesse e aggiunge nuovi tasselli alla storia del nostro territorio – afferma il sindaco di Radda in Chianti, Pierpaolo Mugnaini, concessionario dello scavo – e i numerosi reperti riportati alla luce, tra cui spiccano diverse monete e frammenti ceramici, permettono di tenere ancora aperta la possibilità di scoprire fasi di frequentazione più antiche”.

    Per il direttore degli scavi, dottor Paolo Medici, “il sito era frequentato sicuramente già durante il periodo romano, come dimostrano alcune monete e ceramiche riconducibili al I secolo dopo Cristo, ma ci sono buone probabilità che già durante il III secolo a.C. vi fosse una frequentazione dell’area. Difficile ipotizzare un insediamento in queste fasi più antiche, che invece è più probabile dal IV-V secolo d.C. in avanti”.

    “A questo periodo – precisa – risalgono numerosi reperti numismatici, tra cui un solido d’oro e altri reperti di pregevole fattura come una spilla ornitomorfa, ma anche ceramica di uso domestico. Infine abbiamo una lunga fase di utilizzo del sito dall’XI-XII secolo fino al XVII secolo. In questo periodo la chiesa e il suo cimitero sono il fulcro intorno al quale ruota la vita della comunità che si presume fosse stanziata già allora dove oggi si trova l’abitato di Collepetroso, ovvero poco più a monte dell’area archeologica indagata”.

    Per la dottoressa Maria Gabriella Carpentiero, funzionaria, “lo scavo ha un’importanza strategica nell’ambito della ricostruzione di questo territorio che è poco conosciuto per queste fasi iniziali del Medioevo. L’individuazione inoltre di un luogo di culto e devozione in un’area non facilissima da raggiungere dalla via Francigena ci racconta di un luogo che attirava i pellegrini fino a una fonte di acqua salutifera, dando luogo a un significativo culto di San Michele Arcangelo protettore degli infermi e legandolo al mito del santo che nel III secolo aveva fatto sgorgare una miracolosa sorgente”.

    “Siamo molto orgogliosi di essere stati promotori di questo nuovo progetto di ricerca archeologica – dichiara Vito De Meo, del Gruppo Archeologico Salingolpe che ha attivamente collaborato al progetto – e dello sforzo pubblico-privato messo in atto grazie alla sinergia tra il Comune di Radda e i proprietari. Già in queste prime fasi la ricerca sta fornendo dati e reperti di estremo interesse per la storia del Chianti, i quali saranno presto studiati approfonditamente e valorizzati in ogni modalità possibile, a beneficio di tutta la comunità”.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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