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lunedì 15 Aprile 2024
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    Banche di credito cooperativo: l’assemblea della First Cisl a San Casciano

    Al circolo Acli i massimi vertici del sindacato e della Federazione toscana delle Bcc: "Serve un gruppo unico"

    SAN CASCIANO – Le porte del cinema teatro Everest, nel circolo Acli di San Casciano, si sono aperte nel pomeriggio di mercoledì 10 maggio per ospitare l’assemblea degli iscritti al sindacato dei lavoratori delle BCC Cisl FIRST.

     

    Qui si è dibattuto il tema “L’analisi e la proposta della First Cisl sulla riforma del Credito Cooperativo. Opportunità e sfida per le Banche di Credito Cooperativo, il tessuto sociale del territorio, l’economia locale, i Soci, i Lavoratori”.

     

    Relatori dell’assemblea sono stati Alessandro Spaggiari (nella foto in alto) responsabile nazionale Cooper First/Cisl, Paolo Sestini vice presidente Federazione Bcc Toscana, Roberto Frosini direttore Federazione Toscana Bcc, Stefano Bellandi segretario generale First/Cisl Toscana, Annalisa Cipriani responsabile Servizi Imprese Cna Firenze, Mauro Grandotto direttore cooperative Toscana, Giovanni Sentimenti coordinatore nazionale Cooper First/Cisl, Roberto Pistonina Segretario Generale Ust Cisl Fi-Po.

     

    ASSEMBLEA – La platea

     

    L’attività delle Banche di Credito Cooperativo, si è ribadito, è in simbiosi con il tessuto sociale ed economico del territorio in cui queste operano: "La Cooper First Cisl – sono state le parole del sindacato – tutela i lavoratori delle Bcc, ma con lo sguardo rivolto anche ai soci, clienti e le associazioni, tutte quelle realtà in cui le Bcc sono nate e cresciute".

     

    "Solidarietà, mutualità, unità – ha detto aprendo l’assemblea il segretario Stefano Bellandi – sappiamo che non sono solo belle parole, sono strumenti estremamente concreti di salute economica. Gli oltre cento anni di storia delle Banche di Credito Cooperrativo ne sono la dimostrazione. Due anni fa Alessandro Spaggiari responsabile nazionale Cooper First/Cisl in commissione parlamentare ha aggiustato l’analisi e la proposta in merito alla riforma del Credito Cooperativo".

     

    La parola è passata così a Spaggiari che ha illustrato all’assemblea la finalità d’inquadratura della fase del percorso della riforma con una domanda quasi provocatoria: “C’è il futuro per il Credito Cooperativo, sì no e a quali condizioni?”.

     

    Argomento complesso e delicato quello della riforma delle Bcc, della nascita delle due holding (a Roma e a Trento), dell'adesione delle Bcc a una delle due. In particolare a San Casciano, con ChiantiBanca che domenica 14 maggio andrà verso un'assemblea dei soci ad alta tensione.

     

    ASSEMBLEA – Il tavolo dei relatori

     

    "Lo scopo e la finalità di questa assemblea – ha detto al termine Spaggiari, relatore principale, al Gazzettino del Chianti – è stata di condividere con i lavoratori (e non solo), come abbiamo fatto in altre circostanze, il profilo di conoscenza delle tematiche che riguardano la fase che sta vivendo il Credito Cooperativo. Il dibattito in cui assistiamo è un dibattito in parte non chiarificatore di queste circostanze e il non avere le idee chiare significa fare scelte sbagliate".

     

    "Noi riteniamo che oggi – ha proseguito – viceversa, sia ancora più importante per la complessità della fase in atto della chiarezza delle idee".

     

    Idea che per Spaggiari è chiara. No ai due gruppi: "Sosteniamo per tutte le argomentazioni che abbiamo prodotto e certificato in tutte le occasioni istituzionali, la necessità di procedere più velocemente possibile alla costituzione di un gruppo unico e unitario. Che metta assieme le forze anziché dividerle".

     

    "In una condizione nella quale le risorse sono poche – ha concluso – perché le banche hanno difficoltà, dividerle ulteriormente focalizzandole in una competizione intestina (che anziché portare all’esterno la lodevole missione del Credito Cooperativo la consumi in una lotta intestina), è un atteggiamento che non solo non ci convince, ma credo sia facilmente immaginabile quali effetti possa produrre per l’occupazione, per i soci e le comunità locali".

    di Antonio Taddei

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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