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domenica 2 Ottobre 2022
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    Destinazione Sant’Angelo a Legnaia: don Francesco Scutellà saluta parrocchia e fedeli di San Casciano

    "Sono grato al Signore per avermi dato la possibilità di vivere i miei primi anni di sacerdozio a San Casciano. Qui ho trovato tanti babbi, tante mamme, tanti fratelli"

    SAN CASCIANO – Come ogni anno l’arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori, nell’assemblea del clero tenutasi alla Certosa del Galluzzo, ha comunicato i vari trasferimenti dei sacerdoti.

    Così don Francesco Scutellà, che sta completando il dottorato in Diritto canonico a Roma, lascia San Casciano per andare a compiere servizio alla parrocchia di Sant’Angelo a Legnaia, a Firenze.

    Lo abbiamo incontrato per farci raccontare il suo percorso sancascianese. E per il suo saluto alla comunità, alla parrocchia e ai fedeli.

    Don Francesco, la comunità sancascianese è dispiaciuta per il suo trasferimento: qui ha passato forse uno dei momenti più difficili nel periodo della pandemia, per poi tornare a ritrovarsi finalmente insieme alle celebrazioni.

    “Sono arrivato a San Casciano il 22 novembre 2018, dopo essere stato nominato diacono. Ero arrivato con un po’ di timore, perché non conoscevo nessuno. La cosa che più di tutte mi ha colpito entrando per la prima volta in canonica fu il benvenuto da parte di don Massimiliano. Le sue parole furono “Benvenuto, questa è casa tua!”. Era proprio vero! La fraternità e la pazienza che don Massimiliano mi ha riservato in questi anni penso siano un insegnamento che porterò con me per tutta la vita”.

    Si racconti un po’…

    “Dopo circa otto anni di seminario (due dei quali trascorsi in Messico per un’esperienza missionaria) arrivare in parrocchia non è stato facile. Però, giorno dopo giorno, nonostante il mio carattere un po’ timido, la paura e il timore hanno lasciato il posto alla gratitudine per il Signore, per il fatto di avermi dato la possibilità di vivere i miei primi anni a San Casciano”.

    In tanti ricordano la sua commozione quando ha celebrato la sua prima Messa.

    “Diventato prete nell’aprile 2019, ho iniziato a celebrare tutti i sacramenti, e quindi ho avuto la possibilità di entrare profondamente in contatto con la gente, dai bambini ai genitori, agli adulti e alle persone anziane e ammalate. Non nascondo che proprio la visita e l’amministrazione dei sacramenti agli ammalati è stata per me fonte di tanta gioia inaspettata: io andavo da loro per portare un po’ di consolazione e speranza, in realtà andavo via pienamente convinto che in realtà anch’io avevo ricevuto da loro. Dovunque andassi mi sentivo in famiglia”.

    La scelta di portare avanti gli studi di dottorato in Diritto canonico?

    “Già da diacono mi era stato chiesto dalla Diocesi di continuare questi studi: un anno fa ho conseguito la Licenza, e l’anno scorso il cardinale mi ha chiesto di completare il tutto con il titolo di Dottorato, mandandomi a studiare a Roma presso la Pontificia Università della Santa Croce. Risiedo a Roma fino al sabato, per poi tornare in Diocesi per la celebrazione delle Messe e quindi fare rientro a Roma la domenica sera. Essendo già laureato in Economia e Diritto, sono stato ovviamente contento di poter approfondire il Diritto canonico”.

    Cosa le lascerà il periodo sancascianese?

    “Dopo quattro anni è inutile dire che non sarà facile (il trasferimento avverrà a fine settembre). Per me San Casciano ha rappresentato tutto: pur avendo la famiglia lontana, il Signore mi ha donato in questi anni tanti babbi, tante mamme, tanti fratelli. Anche la mia mamma, nelle varie volte che mi è venuta a trovare qui, andava via sempre contenta e felice per il fatto che io fossi mandato a San Casciano. Pure lei alla fine si è innamorata del paese e della sua comunità viva, intraprendente, con le sue varie realtà parrocchiali unite e generose nell’aiutare don Massimiliano nel suo compito di parroco”.

    Dunque, tra poco saluterà la nostra comunità per una nuova. Vorrebbe dire qualcosa alla “sua” San Casciano?

    “Che dire: anche se ci sarà la Messa di saluto (probabilmente il 16 ottobre), desidero far pervenire il mio profondo grazie alle comunità parrocchiali di San Casciano, per la loro accoglienza, per tutto l’affetto che mi hanno riservato, per la loro fede. Ripeto, non sarà affatto facile lasciare. Dovunque il Signore mi invierà, di sicuro so che qui a San Casciano le porte saranno sempre aperte, come in una grande famiglia!”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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