giovedì 13 Agosto 2020
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    Falsi addetti di Publiacqua raggirano una 86enne: una vicenda spregevole a Spedaletto

    Il racconto del figlio della donna ci lascia sinceramente sbigottiti: "Dopo averla confusa hanno rovistato in tutta casa, portandosi via anche l'armadietto dei fucili. Che era vuoto"

    SPEDALETTO (SAN CASCIANO) – Ancora una volta a essere raggirata è stata una donna anziana: una 86enne abitante nella frazione di Spedaletto.

    Ma non in una via sperduta, dove è facile non essere visti, ma in mezzo a un piazzale sopra la via Scopeti.

    Il racconto che ci ha fatto il figlio della povera signora è a dir poco raggelante; e dimostra che chi ha colpito non è uno sprovveduto. Si tratta di persone che agiscono in maniera impietosa.

    “Lunedì 6 luglio intorno alle 11 si sono presentati davanti a casa di mia mamma tre signori ben vestiti – ci racconta – camicia blu, pantaloni neri con tanto di tesserino, qualificandosi come impiegati di Publiacqua”.

    “Una volta che la mamma ha aperto la porta – prosegue – sono subito entrati all’interno con la scusa che dovevano controllare l’acqua perché c’era un problema d’inquinamento nelle tubature. Doveva prendere tutto l’oro che possedeva in casa e metterlo in frigorifero perché c’era la possibilità che si potesse deteriorare dalle esalazioni se l’acqua risultava contaminata”.

    La classica truffa dell’acqua, purtroppo già sentita più e più volte.

    Chiediamo se parlassero un perfetto italiano: “Sì, erano giovani e alti, indossavano guanti e mascherina nera. Nel frattempo devono avere buttato nello scarico del lavandino una sostanza scura che ha rilasciato un cattivo odore”.

    “La mamma ha detto che non aveva nessun oggetto d’oro – racconta ancora l’uomo – ma l’hanno mandata letteralmente in confusione”.

    Senza pietà e senza scrupoli: “Hanno iniziato a frugare per tutta la casa, ma effettivamente non hanno trovato nessun monile prezioso né soldi, salvo agguantare la fuciliera blindata per poi trascinarla fin fuori di casa, sistemandola nella bauliera della macchina, fuggendo tutti e tre con la bauliera aperta e la fuciliera che sporgeva dall’auto”

    Ma nessuno ha visto niente?

    “C’è chi ha visto tutto ma loro incuranti sono scappati via”.

    Sa di che macchina si trattava? Marca? Modello?

    “Sappiamo solo che è un’auto di colore grigio”.

    Ma all’interno della fuciliera c’erano delle armi?

    “No, per fortuna alla morte del babbo avevo dato via i fucili”.

    Quindi era vuota?

    “All’interno avevo messo 1.500 euro per le spese necessarie alla mamma”.

    Quando è riuscita a capire quanto le era successo?

    “Appena si è ripresa mi ha chiamato così ho avvisato i carabinieri che in breve sono arrivati a Spedaletto, ma ormai dei tre si era persa ogni traccia”.

    Come sta ora la mamma?

    “Si è ripresa, anche se c’è voluto qualche giorno. A raccontarlo mi viene ancora il male allo stomaco, come si fa a truffare così una donna di 86anni? Ho deciso di raccontare il tutto perché è bene che le persone sappiano che bisogna fare la massima attenzione, di non aprire la porta a sconosciuti, anche se si presentano con tesserini, ben vestiti e educati, l’apparenza può ingannare specie persone anziane e indifese”.

    Raccogliamo lo sfogo, rinnovando l’invito a dire ai vostri cari, in particolare anziani che vivono soli, di chiamare immediatamente i carabinieri formando il 112 e seguire le loro indicazioni. Chiuqneu si presenti.

    Purtroppo questa dei raggiri è una brutta piaga e a farne le spese sono in maggior parte persone anziane. Del caso si stanno interessando i carabinieri della Stazione di San Casciano.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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