martedì 24 Novembre 2020
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    Polizia municipale, dopo 13 anni a San Casciano l’addio di Luca Ignarro: “Una seconda famiglia”

    "Parto per il desiderio di ritornare a casa mia, dalla mia famiglia. Per farlo cambierò lavoro, lascerò la divisa: ed è la cosa che mi rattrista di più, la sentivo come una seconda pelle"

    SAN CASCIANO – Dopo tredici anni di servizio come agente di polizia locale nel comune di San Casciano, Luca Ignarro in questi giorni ha salutato tutti i suoi colleghi d’ufficio e gli amici, dopo aver preso la decisione di trasferirsi più vicino al suo paese, nella sua regione, la Campania.

    In questi anni è riuscito a instaurare un ottimo rapporto con la popolazione, riuscendo a svolgere il suo lavoro con profitto.

    Tra i tanti servizi svolti, per il Comune è stato anche in missione con un altro suo collega in Abruzzo, in occasione del terremoto del giugno 2009.

    Ha percorso negli anni le strade con la moto di servizio (la moto, una delle sue passioni), è intervenuto con il Gonfalone comunale nelle cerimonie istituzionali, su incidenti, di servizio alle scuole.

    E’ stato anche menzionato sui giornali locali, come quando intervenne in aiuto di un’anziana coppia: la signora era rimasta chiusa fuori casa, mentre all’interno vi era il marito invalido. E così, dopo aver preso una scala, Luca salì al primo piano, scavalcando una finestra, aprendo così l’appartamento.

    Molti anche i salvataggi di animali, cani che si erano persi. Ma anche interventi per animali selvatici.

    Uno tra i tanti, recente e particolarmente movimentato, è stato quando si è trattato di rimouivere un grosso cinghiale, rimasto ferito e incattivito dopo lo scontro con un’auto.

    Luca, insieme a un altro collega e ai soccorritori dell’Asl veterinaria, ha contribuito a immobilizzare l’ungulato, diventato molto pericoloso.

    Abbiamo incontrato Luca Ignarro da “civile”, per farci raccontare le sue impressioni prima di partire.

    Iniziano dal giorno del suo arrivo a San Casciano…

    “Sono passati tredici anni: il mio primo giorno di lavoro qui fu il 20 novembre del 2007”.

    Da dove veniva?

    “Da Cervia (Emilia Romagna) da un’esperienza di due anni nel corpo della polizia comunale”.

    Come sono stati questi anni passati a San Casciano?

    “Sono stato accolto in un ambiente familiare, che mi ha spronato ogni giorno a fare di più e meglio; un ambiente che è diventato ben presto una seconda famiglia. Fuori dal lavoro negli anni ho avuto modo di conoscere tante belle persone, oggi buoni amici, con le quali sicuramente continuerò a mantenere i rapporti”.

    Un lavoro difficile quello dell’ agente di polizia locale, in particolare in questi ultimi periodi di pandemia.

    “E’ un lavoro difficile se pensiamo alla considerazione, molto comune tra le persone, del vigile come nemico o repressore. Ma dal mio punto di vista credo, che se fatto con equilibrio empatia e professionalità, sia un lavoro bello. Che permette di garantire ordine e vicinanza alla popolazione, specie in periodi difficili come questo, in cui la pandemia ci ha visti sempre in prima linea per cercare di dare supporto e far rispettare i Dpcm nazionali”.

    Come spiega l’affetto nei suoi confronti, da parte di molti sancascianesi, alla notizia della sua partenza?

    “Sicuramente perché ho condotto il mio lavoro sempre con dedizione e massimo impegno, cercando di incontrare le necessità e le richieste delle persone. Inoltre, avendo vissuto la comunità anche al di fuori del lavoro, ed essendo per carattere disponibile ed espansivo, sono stato un punto di riferimento costante”.

    La decisione di lasciare San Casciano?

    “Nasce dal desiderio di ritornare a casa mia, dalla mia famiglia. Per farlo cambierò lavoro, ma la cosa che più mi rattrista è lasciare la mia divisa diventata per me una seconda pelle”.

    Che cosa porterà nel suo “bagaglio” di esperienza passata a San Casciano?

    “Di sicuro l’amore per il mio lavoro, le tante belle persone incontrate e, indubbiamente, del buon vino Chianti! E questo non è un addio ma… un arrivederci”. 

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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