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domenica 2 Ottobre 2022
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    Le urla, il sangue, il marito che si avventa sulla moglie e la figlia che cerca di tirarlo via

    LA ROMOLA (SAN CASCIANO) – È rimasta aperta, la porta a vetri della villetta nei pressi di piazza Peschi alla Romola (nelle foto sopra).  E le persiane della camera da letto, accostate frettolosamente.

     

    Il giorno dopo il dramma familiare che ha portato un operaio agricolo di 44 anni di nazionalità moldava, a colpire la moglie, 43enne, con un cacciavite al culmine probabilmente di una scenata di gelosia (clicca qui per leggere l'articolo), la frazione sancascianese è ancora sconvolta e incredula.

     

    La famiglia in questione arrivò alla Romola circa cinque anni fa, quando prese in affitto la villetta dove risiedono tutt'ora. Vengono entrambi descritti come persone laboriose e riservate, non coinvolte nelle attività di paese ma sempre disponibili verso i propri concittadini.
     

    Una vicina di casa li descrive così: “Lui è davvero un brav'uomo, stava vivendo un periodo difficile e ha perso la testa. Non certo perché è di una nazionalità diversa dalla nostra, posso assicurare che si tratta di una famiglia veramente per bene”.

     

    “Certo – prosegue – ha sbagliato ed è giusto che paghi, spero che si faccia curare e gli auguro un giorno, di poter rientrare in famiglia”.

     

    Erano circa le tre e un quarto del pomeriggio di venerdì 30 agosto quando, richiamati dalle urla provenienti dalla casa, alcuni inquilini delle zone circostante sono corsi per vedere cosa stesse succedendo.

     

    Lo scenario presentatosi ai vicini proprio dalla finestra della camera da letto affacciata sulla strada, vedeva l'uomo, il cacciavite in mano, chinato sopra la moglie distesa sul letto, e la figlia ventenne alle sue spalle che cercava di tirarlo via dalla madre.
     

    La donna, 43 anni di professione badante, ha riportato alcune ferite non gravi all'altezza del petto. Il marito, una volta arrivati i vicini di casa ed evidentemente in stato confusionale, accortosi di quanto aveva fatto e preso dai sensi di colpa, ha cercato di compiere azioni autolesioniste, bloccato quasi subito dai compaesani.

     

    Immediatamente sono stati chiamati carabinieri di San Casciano e il 118. L'uomo si trova attualmente ricoverato presso l'ospedale di Ponte a Niccheri: su di lui pende l'accusa di tentato omicidio.

     

    La moglie è stata trasportata presso l'ospedale di Torregalli e non si troverebbe in cattive condizioni fisiche.

     

    Andrea, 23 anni, è stato tra i primi a prestare soccorso ai coniugi: “Ero al telefono in giardino, sentivo urlare ma qui intorno ci sono tanti bambini, pensavo fosse tutto nella norma, poi ho sentito gridare aiuto e mi sono precipitato”.

     

    “Quando sono arrivato ho pensato al peggio – dice – c'erano schizzi di sangue, per fortuna c'era una volontaria della Misericordia che è intervenuta immediatamente assieme al marito ex poliziotto con cui abbiamo tenuto l'uomo fermo sul letto, mentre le donne del paese cercavano di prestare soccorso alla moglie ferita".

     

    "Che uscita fuori – interviene la madre – diceva che si sentiva svenire, ma senza lamentarsi”.

     

    “Quando poi sono arrivati i soccorsi e i carabinieri – conclude il giovane – ci siamo fatti da parte”.

     

    Un pomeriggio di paura nella piccola frazione di San Casciano; l'intervento tempestivo degli abitanti ha sicuramente evitato il peggio. Una vicina confida che una volta accumulato abbastanza denaro, la famiglia sognava di poter far ritorno nel paese d'origine. Un sogno probabilmente infranto in un pomeriggio di follia.

    di Andrea Alfani

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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