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martedì 28 Giugno 2022
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    San Pancrazio: un pranzo dai sapori pugliesi per raccogliere fondi per i campi profughi in Grecia

    Domenica 24 aprile torna il tradizionale appuntamento iniziato 5 anni fa con l’arrivo del parroco, don Stefano Casamassima, pugliese di nascita

    SAN PANCRAZIO (SAN CASCIANO) – Si avvicina la quinta edizione del pranzo pugliese alla Pieve di San Pancrazio. Una tradizione iniziata cinque anni fa, con l’arrivo del parroco don Stefano Casamassima, pugliese di nascita.

    Un’occasione creata per unire due comunità, non solo a tavola attraverso le diverse tradizioni culinarie, ma soprattutto come realtà lontane, ma vicine; vicine nello spirito e negli intenti umanitari che da sempre caratterizzano la vita di don Stefano.

    “Quando sono arrivato a San Pancrazio – ci racconta il pievano – ho sentito subito la necessità di far incontrare le due comunità, per instaurare con loro un “ponte di amicizia” che non si limita ai due paesi, alle due regioni; ma che si espande e apre fuori, al mondo e alle tante realtà povere che necessitano di aiuto. Ecco perché ogni anno viene scelto uno scopo umanitario al quale devolvere il ricavato della giornata”.

    Non solo pranzi o cene tipiche, ma anche viaggi da intraprendere insieme: da regione a regione e insieme fuori da queste.

    “In questi cinque anni abbiamo mantenuto saldo l’appuntamento annuale con la comunità pugliese di Gioia del Colle – prosegue – che armati di prelibatezze tipiche e tanta passione, arrivano sempre con pulmini pieni di prodotti tipici e di tanto entusiasmo per passare un po’ di tempo insieme”.

    “Negli anni poi – dice contento il sacerdote – si sono create amicizie vere, sincere, e gli amici pugliesi vengono ospitati da chi ha voglia di condividere anche la propria casa, mettendola a disposizione per chi viene a “lavorare” preparando per noi ogni anno i piatti tipici della mia terra, con le materie prime più pregiate e facendomi riassaporare l’aria di casa”.

    Quest’anno l’appuntamento è stato anticipato ad aprile, e domenica 24 chi vorrà partecipare potrà prenotarsi presso la chiesa di San Pancrazio.

    Don Stefano Casamassima

    Il pranzo infatti verrà fatto negli ambienti adiacenti alla chiesa o fuori in giardino, se il tempo lo permetterà. Ma sarà possibile accedervi solo su prenotazione, così da garantire il rispetto delle norme vigenti ed un numero limitato di persone.

    “Quest’anno – prosegue don Stefano Casamassima – ho chiesto agli amici di Gioia del Colle di salire a San Pancrazio con l’obiettivo di raccogliere i fondi per portare ai campi profughi della Grecia. Ogni volta che scoppia un conflitto tendiamo a dimenticarci tutti quei popoli che il conflitto l’hanno vissuto e continuano a viverlo ogni giorno. Ogni volta ci prendiamo a cuore un popolo, dimenticandoci l’altro”.

    “Per questo – sottolinea – ho deciso di portare a luglio un gruppo di 10 ragazzi nei campi profughi in Grecia, che ospitano da anni i popoli della Siria e del Libano, che hanno vissuto sulla loro pelle il dramma della guerra e del conflitto. E da anni vivono nelle tende, lontani dalle loro terre e dalle loro case”.

    Una scelta, la Grecia, fatta grazie ad un contatto con un frate della chiesa ortodossa che ha vissuto ad Aleppo: “Un contatto – dice don Stefano – che ci ha permesso di organizzarci per andare a trovarli, portando noi stessi al servizio dei loro bisogni. Ci dedicheremo, come ogni nostro viaggio, ai più deboli. Giocheremo con i bambini, cercheremo di far vivere loro anche solo un momento di spensieratezza e di felicità. Insieme alle suore di Madre Teresa che da anni sono presenti nei campi, condivideremo i pasti e aiuteremo per quel che ci permetteranno di fare. Compreremo vestiti, beni di prima necessità, farmaci e, se ci verrà permesso, doneremo dei soldi alle famiglie più bisognose e a chi si occupa dei malati”.

    “I ragazzi della parrocchia – dice ancora orgoglioso – già da qualche settimana si sono impegnati nella realizzazione e vendita di dolci, per raccogliere più fondi possibile. Per rendere la nostra presenza lì un aiuto piccolo, ma importante, per un popolo che ormai da troppi anni sta soffrendo le conseguenze della guerra. Il pranzo del 24 aprile sarà l’occasione per raccogliere qualcosa in più”.

    “La missione di fede che cerco di portare avanti – conclude padre Stefano – è quella di non dimenticarci di nessuno, e di cercare di portare un aiuto sincero a tutte quelle realtà che vivono in situazioni di povertà, di disagio, di criticità. Ringrazio la mia comunità, che ogni volta risponde con grande amore e solidarietà, alle iniziative che porto avanti. Come la raccolta di aiuti per il popolo ucraino, che ha permesso di donare loro tanti beni di prima necessità, per dimostrare loro la nostra vicinanza e il nostro sostegno, nel cercare di sopravvivere alla follia di una guerra. Sono certo che anche il 24 aprile sarà una bella giornata di condivisione e partecipazione, per continuare ad accrescere la volontà e la necessità di sentirsi ora e sempre una sola comunità, unita nella fede e nell’amore per l’altro”.

    Per prenotarsi è possibile passare in parrocchia o chiamando il 3385693313.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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