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sabato 15 Giugno 2024
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    La storia di Costanza, da San Casciano a Montespertoli: sette mesi di “rimpalli”

    Quella che raccontiamo è la storia di Costanza. Una storia come tante, di ordinaria burocrazia, che ha affidato al Gazzettino tramite una lunghissima lettera piena di rabbia e indignazione.

     

    "Io e il mio compagno – racconta Costanza – abbiamo cambiato residenza a metà febbraio 2012, spostandoci dal comune di San Cascianoa quello di Montespertoli. Con il cambio di residenza si è reso necessario cambiare anche l'Asl di appartenenza: abbiamo preferito mantenere i nostri medici curanti di San Casciano, in quanto riponiamo completa fiducia in loro. A febbraio, subito dopo il cambio di residenza, ci siamo recati al distretto sanitario di Montespertoli dove ci hanno dato dei fogli da far compilare ai nostri medici. Li abbiamo riconsegnati, compilati e firmati, all'addetta del distretto sanitario di Montespertoli che ci ha stampato il tesserino sanitario in data 20 febbraio 2012".

     

    Fin qui tutto liscio ma, come racconta Costanza, è solo la superficie: "Durante l'estate siamo stati informati dai nostri medici che ancora non eravamo nei loro elenchi. Ci siamo recati al distretto sanitario ma l'addetta non c'era. Solamente martedì 25 settembre sono riuscita a presentarmi al distretto di Montespertoli, dove mi hanno informata che questi ritardi dipendevano dalla Asl 10, la Asl 11 era a posto con i documenti, quindi dovevo rivolgermi al distretto di San Casciano. Così ho fatto".

     

    Già in fase di avanzata… indignazione Costanza ha spiegato le sue ragioni: "L'1 ottobre mi hanno telefonato dicendo che le nostre cartelle erano ferme a Empoli e che forse la settimana seguente la Commissione le avrebbe esaminate. Erano ferme da febbraio, sette mesi! Il giorno dopo ho chiamato l'ISPO di Firenze, per prenotare una mammografia, ma mi è stato detto che non potevo prenotare niente in quanto il mio libretto sanitario era scaduto dal 17 febbraio 2012 e non ancora rinnovato. Sette mesi e mezzo senza medico di base e senza la possibilità di fare prenotazioni per analisi: fortunatamente io sono sana, ma chi non lo è?".

     

    La rabbia inizia a tracimare: "Mi sono attaccata al telefono con il distretto sanitario di Empoli per avere spiegazioni. Solamente dopo minaccia di denuncia ai carabinieri mi hanno detto che mi avrebbero fatto sapere. Il 3 ottobre mi hanno telefonato dal distretto di Empoli, dicendomi che potevo andare a quello di San Casciano per fare la mia prenotazione. Durante la telefonata, alla Asl 11 di Empoli, sono stata informata che le nostre cartelle potevano essere state perse o dalle Poste o… . Mi sono sentita sbattuta da una parte all'altra, ognuno ha fatto a scarica barile con gli altri e tutti hanno preteso di avere ragione".

     

    L'odissea continua: "Sono tornata al distretto di San Casciano e finalmente sono riuscita a parlare con la responsabile. Sono stata contatta il 12 e mi è stato detto che i nostri nominativi erano stati inseriti nelle liste dei nostri medici, pertanto era stato risolto tutto, ho ringraziato gentilmente la responsabile di San Casciano. Dopo qualche giorno sono andata dal medico per farmi fare una ricetta e, sorpresa sorpresa, ancora il nominativo del mio compagno non era stato inserito; sono tornata alla Asl e mi è stato detto che nei loro computer tutto era regolare. Chiaramente, questa volta, era colpa… del medico".

     

    "Mi domando – conclude – ma tutti quelli che non hanno la forza, il tempo o la possibilità di alzare la testa come ho fatto io cosa accade? Mi hanno chiesto di scusarli e di non perdere la fiducia in loro, ma come si può aver fiducia quando la maggior parte non sa rapportarsi con l'utente? Come si può aver fiducia in un apparato sanitario che permette ad una commissione di impiegare 7 mesi per dare l'ok a mantenere il proprio medico di base?".

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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