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martedì 27 Settembre 2022
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    Demolito in questi giorni. Il suo racconto e le foto di quel drammatico 4 novembre ’66

     

     

    CALZAIOLO (SAN CASCIANO) – Tra pochi giorni sparirà dalla visione il “troncone” del ponte di via San Vito di Sotto al Calzaiolo, che dal 1966 è stato il simbolo della tragica alluvione del 4 novembre (nella carrellata di foto sopra anche quelle di quella drammatica mattna in quel punto della Pesa).

     

    La ruspa dell’impresa Costagli Dino & C, con la potente pinza idraulica simile alla bocca di un dinosauro, nei giorni scorsi ha “morso” grovigli di ferro e cemento avendo la meglio (clicca qui per leggere l'articolo e vedere le foto).

     

    Ad assistere all’evento c'era anche Piero Bellosi (in foto sopra mentre osserva i lavori), 77 anni, che fin da bambino ha abitato in via San Vito di Sotto. E fu proprio lui ad attraversare per ultimo il ponte prima che questo crollasse, divelto dalla forza dell’acqua del fiume Pesa. Ecco il suo racconto al Gazzettino del Chianti.

     

    "Insieme ai miei familiari e altre famiglie – ricorda – abitavamo nelle case della “distilleria” al di là dal ponte che porta a San Vito. Ricordo che la notte di giovedì 3 novembre 1966 tornavo in auto a casa, dopo essere stato a vedere un film al cinema “Niccolini” di San Casciano; arrivato poco prima del ponte la strada era già invasa dall’acqua, la Pesa stava tracimando".

     

    "Furono momenti d’incertezza – prosegue – non sapevo se tornare indietro o continuare, poi decisi. Diedi un'accelerata e attraversai il ponte. Lasciai l’auto poco più su dalla casa, la situazione era davvero preoccupante, tanto che decidemmo di andare a dormire ospiti dei Bartalesi, una famiglia che abitava poco sopra di noi. Ma quella notte non riuscimmo a dormire, la mattina appena si fece giorno provammo ad andare a vedere la nostra casa: l’acqua era entrata già nelle stanze, subito ci rendemmo conto che eravamo isolati. Ormai nessuno aveva più il coraggio di oltrepassare il ponte".

     

    Era la mattina di venerdì 4 novembre, un giorno di festa, si celebrava il quarantottesimo anniversario della Vittoria della prima guerra mondiale: "Sì – rammenta Piero – doveva essere un giorno di festa, e invece fu un giorno tragico. L’acqua aveva una violenza incredibile, difficile da descrivere, tanto che riuscì a portare via il primo pezzo del ponte, quello dalla parte del Calzaiolo; a un tratto si sentì un forte boato, dopo pochi secondi era rimasto solo il “troncone” rimasto lì per tutti questi anni".

     

    "Da quel 4 novembre – dice ancora Piero – ci volle un bel po’ per potere riattraversare la Pesa in macchina. Ricordo che i generi di prima necessità, come il pane, ce li portavano i  carabinieri di San Casciano, e in un secondo tempo riuscimmo ad appoggiare una scala al pezzo mancante del ponte. Da lì riuscivamo a raggiungere il Calzaiolo".

     

    "Passata la piena l’acqua tornò alla sua normalità – conclude – Certo a raccontarlo oggi può far ridere, ma a quei tempi i momenti furono davvero duri".

    di Antonio Taddei

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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