spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
martedì 29 Novembre 2022
spot_img
spot_img
Altre aree
    spot_img

    Si rischia di perdere questo patrimonio: come a San Piero di Sopra e Sant’Agata

     

     

     

     

    Se un tempo i tabernacoli erano una preziosa testimonianza della devozione popolare, oggi pare proprio che non interessino più. O perlomeno non ci sono più i devoti che, come accadeva fino a poco tempo fa, accudivano tabernacoli, cappelle, croci; quest’ultime erano ai confini dei poderi e vi venivano fatte le “rogazioni”, ovvero la benedizione da parte dei sacerdoti alla campagna.

     

    Il tutto salvo, ovviamente, qualche eccezione. In particolare quelli nei centri dei paesi, per esempio a San Casciano in via IV novembre 108, grazie all’Associazione Amici del Museo di Impruneta e San Casciano  “Marcello Possenti” e a vari sponsor, è stato possibile restaurare il tabernacolo della “Madonna del latte”.

     

    Ma tanti altri tabernacoli sparsi per la nostra campagna, anche ben visibili lungo le nostre strade, stanno cadendo a pezzi, con il rischio di andare persi per sempre se non saranno eseguiti al più presto accurati restauri.

     

    Facciamo due esempi: il tabernacolo che si trova a San Piero di Sopra tra Villa Le Corti e la Calcinaia con all’interno un bassorilievo in cotto raffigurante San Pietro, versa in pessime condizioni e in totale abbandono.

     

    Altro esempio è il tabernacolo che si trova passato Mercatale in località Sant'Agata, poco prima di arrivare alla frazione de Le Quattro Strade. E’ un tabernacolo a pilastrino addossato al muro, dove all’interno si trova una lastra in terracotta policroma raffigurante Sant'Agata.

     

    Qui fino circa gli anni ’70 le donne in stato interessante venivano a prendere l’acqua da un piccolo pozzo posto sotto il tabernacolo. Gli abitanti del posto ci hanno raccontato qui arrivavano anche dai confini della Toscana per bere quest’acqua, in quanto si credeva che bevendola avrebbero avuto abbondanza di latte per il nascituro.

     

    Questo lo testimoniano anche gli ex voto che venivano lasciati accanto all’immagine di Sant'Agata: cuffiette, calzini e anche oggetti in argento, questi ultimi però sono… “spariti”. La curiosità che abbiamo scoperto è che, attaccata a un filo, c’è ancora una tazza che serviva per prendere l’acqua dal pozzo che qualcuno portava via anche dentro le bottiglie.

    di Antonio Taddei

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sostieni il Gazzettino del Chianti

    Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

    Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

    Leggi anche...









    I Cammini dell'Acqua