SAN CASCIANO – Con la scrittrice e autrice di programmi di storia per Rai Vanessa Roghi prende il via il ciclo di eventi chiantigiano dedicato allo psichiatra e neurologo Franco Basaglia, a cento anni dalla sua nascita, “La fatica di essere noi stessi”.
Una rassegna densa di eventi che fino al 13 marzo negli spazi della cultura di San Casciano intreccerà incontri letterari, proiezioni e spettacoli per stimolare riflessioni e dialoghi sulla dimensione della salute mentale attraverso un ampio ventaglio di forme comunicative ed espressioni artistiche.
Ad aver ideato e realizzato il progetto culturale che si propone di creare un girotondo di approfondimenti anche sul tema dei servizi pubblici, sulle nuove espressioni del disagio e le relative patologie, sulle possibilità di intervento, è una rete di soggetti, enti pubblici e associazioni, che ha lavorato in sinergia condividendo obiettivi e finalità per la costruzione di una serie di iniziative dedicate alla figura del noto psichiatra e del suo pensiero innovatore che portò con la legge 180 alla chiusura dei manicomi alla fine degli anni Settanta.
Promotori e organizzatori dell’operazione culturale “La fatica di essere se stessi” sono il Centro di Salute Mentale di San Casciano dell’Azienda USL Toscana Centro, la Fondazione Macinaia Ente Filantropico e il Comune con il patrocinio di Cesvot.
Vanessa Roghi è la prima a sciogliere il ghiaccio con la conferenza-spettacolo “La libertà è terapeutica – La verità è rivoluzionaria In cerca di Franco Basaglia dagli archivi della follia” che si terrà alle ore 17 presso il Teatro Niccolini sul palcoscenico del Teatro Niccolini alla presenza del sindaco Roberto Ciappi e dell’assessora alla Cultura Sara Albiani.
A lei abbiamo posto qualche domanda per un confronto sul ruolo che la salute salute mentale riveste nel complesso sistema della sanità pubblica.
Perché partire da Basaglia?
“Basaglia è fondamentale perché dall’esperienza professionale e umana del grande psichiatra che portò all’approvazione della legge n. 180/1978 sulla chiusura dei manicomi, scaturisce una vera e propria rivoluzione sul significato e la centralità della salute mentale, parlarne oggi ispirandoci alla sua grande lezione vuole dire riaffermare il diritto universale alla salute, come peraltro sancito dalla nostra Costituzione”.
Il momento storico che stiamo vivendo come affronta questo tema?
“E’ una fase in cui la riflessione sul tema della salute mentale si sta ampliando, c’è meno paura ad affrontarla ma è ancora forte il rischio di incasellare chi soffre di problemi psichici e non prendersene cura attraverso ruoli e professioni specialistiche che incrementino la centralità e l’affidabilità del servizio sanitario pubblico”.
Attuare un’inversione di rotta è anche una questione culturale…
“Sì, soprattutto. Dobbiamo acquisire ancora piena consapevolezza che la vita in quanto tale è fatta di salute e malattia, non dobbiamo separare ciò che è normale da ciò che appare diverso. La malattia mentale esiste, è una realtà ma non possiamo isolarla o rendere i centri di salute mentale marginali. Al contrario occorre fare rete, rafforzare i servizi e non privatizzarli”.
Lo spettacolo di e con Vanessa Roghi ripercorre le tappe fondamentali dell’esperienza professionale e umana del grande psichiatra dagli anni ’50 all’approvazione della legge n. 180/1978 che ha decretato la chiusura dei manicomi.
Vanessa Roghi svela le ingiustizie e il dolore vissuti da chi, come donne o bambini, è stato rinchiuso perché ritenuto folle o deviante. Traccia i passaggi cruciali che hanno portato a un cambio di visione culturale sulla malattia mentale.
Di fronte al ritorno di un’ideologia che si nutre del controllo dei corpi e delle menti, per chi non intende arrendersi, per chi si sente in contraddizione con il presente, per chi ha voglia di difendere la propria libertà e quella degli altri, il pensiero e l’opera di Franco Basaglia offrono ancora oggi preziose chiavi di lettura della società e dei suoi meccanismi patologici, nonché strumenti preziosi per modificarli.
IL PROGRAMMA DELLA RASSEGNA “LA FATICA DI ESSERE SE STESSI”
Gli altri appuntamenti sono previsti il 12 dicembre alle ore 20.45 presso la sala conferenze Lucia Bagni con la proiezione del film “Col nome del delirio” con Bianca Pananti, Simone Malavolti e Leonardo Filastò.
Il 16 gennaio alle ore 21.45 nella sala Oreste Carlini con la presentazione del volume “Soffro dunque siamo Il disagio psichico nella società degli individui” (Minimum Fax), di Marco Rovelli, intervistato da Gabriele Santarelli del Centro di Salute mentale di San Casciano e dai medici in Formazione specialistica in psichiatria – Università degli Studi di Firenze.
La rassegna prosegue giovedì 20 febbraio alle ore 21.15 presso la sala Bagni con l’incontro “La libertà è terapeutica. Servizi di salute mentale e nuove sfide” con Massimo De Bernardinis e il Coordinamento degli Psichiatri Toscani.
Ultimo appuntamento dell’iniziativa giovedì 13 marzo alle ore 21.15 presso la Sala Bagni con l’Incontro “La fatica di essere se stessi. Quali risposte ai nuovi bisogni” con i medici Giovanni Castellini, Elisa Bandini, Massimo Cellini, Chiara Feroci, Sandra Moretti, gli utenti e gli operatori professionisti del Centro di Salute mentale di San Casciano.
Tutte le iniziative sono ad ingresso libero.
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